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di Graziella Nicolosi

PEDARA – Era l’appuntamento più atteso della sonnolenta campagna elettorale pedarese, e le attese sono state confermate. Del resto, non capita tutti i giorni che un paese di quasi 12.000 abitanti della provincia di Catania ospiti un leader di partito nazionale, e per giunta appartenente alla Lega Nord come Matteo Salvini. Che, però, qui non ha ricevuto alcuna contestazione, nonostante lo straordinario spiegamento di forze dell’ordine che lo scortavano. I contestatori si sono dati invece appuntamento nella vicina San Giovanni La Punta, dove il segretario della Lega Nord si è spostato subito dopo la tappa pedarese.

Indossando la felpa d’ordinanza, con l’immancabile scritta “Pedara”, Salvini non si è sottratto alle foto e agli abbracci dei suoi sostenitori e dei molti curiosi giunti anche da fuori paese per ascoltarlo. Ad accompagnarlo, oltre al candidato sindaco pedarese di “Noi con Salvini” Gaetano Petralia, anche il segretario nazionale e coordinatore siciliano del movimento, Angelo Attaguile.

Arrivato puntuale al Centro Expo, nel suo discorso “mordi e fuggi” Salvini ha rispolverato tutti i cavalli di battaglia del suo partito, a partire dal “no” deciso all’immigrazione clandestina. “La Sicilia non può diventare un enorme centro profughi”, ha incalzato. “Sì” invece alla tutela dei prodotti made in Italy e in particolare delle arance siciliane, che Salvini ha promesso di difendere in campo europeo sfruttando il suo ruolo di europarlamentare.

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Scontato un riferimento alla gestione amministrativa della Sicilia: citando lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco, Salvini ha detto che “se l’autonomia deve essere quella di Crocetta, allora sarebbe meglio non averla”. “Non si può parlare della vostra Regione sui giornali solo per gli arresti dei deputati regionali, per la caduta del pilone sull’autostrada Catania –Palermo o per le retate antimafia”, ha aggiunto.

Il suo discorso si è poi spostato alle battaglie in campo nazionale, in particolare all’abolizione della legge Fornero. “Un voto al movimento ‘Noi con Salvini’ significa dare un calcio a Renzi – ha assicurato – e realizzare il cambiamento:  o si volta pagina adesso, o non potrà accadere più”.  “Vi chiederete: che ci fa un leghista in Sicilia? La risposta me l’hanno data i pescatori palermitani: li abbiamo votati tutti, e tutti sono spariti. Non ci rimane che la Lega Nord”.

Prima di andare, Salvini ha promesso di tornare al più presto, “per gustare con calma arancini e cannoli”. E mentre Gaetano Petralia gli regalava un’immagine in pietra lavica ceramizzata della chiesa madre di Pedara, il segretario leghista scattava le ultime foto per la sua pagina Facebook: “Così gli amici siciliani che abitano a Milano le vedranno, e mi invidieranno” .

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