CATANIA – Nino Bellia è un volto conosciuto in paese per essere stato il Presidente della Multiservizi di San Giovanni la Punta, un amministratore che ha gestito più di 20 servizi nella zona ed ha avuto modo di vedere il paese dal lato di funzionario e responsabile d’impresa.

Subito dopo aver scoperto di non potersi ripresentare alle urne ha fatto il suo nome, come è maturata questa scelta?

«Più che una scelta personale è un atto di gruppo, come abbiamo detto è la coalizione ad avermi scelto. Io non avevo mai pensato di potermi candidare a Sindaco, sono state persone a me vicine ad iniziare a parlarmi di tale ipotesi. Tastando il terreno la mia candidatura sembrava piacere ed era la più favorevole tra le persone interpellate facendo fare un passo indietro a chi voleva candidarsi»

Per non tornare indietro…

«Si perché dopo l’Amministrazione Messina, unica a memoria a governare a San Giovanni per due mandati, oggi il paese non è più sinonimo di contesti poco piacevoli. Io allora non ero in amministrazione e non vorrei parlarne. Posso dire che dal 2005, una volto eletto come consigliere, e dal 2007, come Presidente della Multiservizi, abbiamo lavorato molto e questo i cittadini devono ricordarlo perché prima il territorio non era così riqualificato come adesso»

“Manca un circolo per anziani nella zona di Trappeto” – lamentava un anziano durante un suo comizio.

«Questo lo stiamo facendo. Per loro e per i giovani ci sono dei locali che consegneremo prima della fine del mandato di Messina. Un locale nuovo, climatizzato e moderno. Al limite del mandato ma ci stiamo riuscendo. L’amministrazione non ha fatto tutto, ma il massimo che ha potuto e proprio nell’ottica di continuità che cerco il voto dei cittadini»

Per quanto riguarda la “questione Aligrup” pensa che la politica avrebbero potuto fare di più? 

«Non credo che l’amministrazione sarebbe potuta entrare nel merito dei fatti avvenuti in un’azienda privata, oltre al sostegno formale alle famiglie. Non credo si potesse entrare nel merito delle trattative, questo esula dalle competenze comunali»

Durante l’amministrazione Messina è stato denunciato, anche con atti consegnati in Procura, un forte clientelismo tra Comune e Multiservizi, cosa vuole dire in merito?

«Io non penso che ci siano le condizioni di clientelismo all’interno della partecipata. Un cittadino deve avere occasioni indipendentemente dal fatto di essere vicino o parente di lavorare. Chi ha fatto esposti ha anch’esso parenti che sono dipendenti della Multiservizi. Noi non abbiamo mai operato in maniera clientelare. Ci sono candidati della Multiservizi anche in liste diverse dalle mie, quindi non c’è alcun legame o favoritismo»

“Un’Armata Brancaleone” che mangerà tutte le altre con le sue ben nove liste?

«Io credo che le elezioni sono un fattore difficile da prevedere. Oggi una coalizione corposa è sintomo di un lavoro fatto bene, con aggregati negli anni. L’amministrazione Messina ha avuto la capacità di avvicinare quante più persone possibili ed oggi ne trae vantaggio, come avrebbero potuto fare candidati storici come Trovato che da anni sono sulla breccia, ma alla fine si presentano sempre con due liste anche di persone sconosciute. Questo non significa che siamo i più forti, ma che abbiamo un vantaggio nei loro confronti»

Nessuna differenza tra destra, sinistra e centro. Conta molto di più la persona nei paesi?

«Sicuramente le persone contano di più dei colori politici.Sul territorio è importante aver dialogato con persone distanti nelle idee, ma è merito della persona che ha governato sinora se corrono messo schieramenti prima diversi»

Qualcosa per San Giovanni la Punta già in programma?

«Diversi progetti in attivo, tra questi uno a cui ho lavorato come Presidente della Multiservizi, ovvero la creazione di una Farmacia comunale. Reperire i locali, redigere gli atti ed iniziare i lavori. Ora farò si che inizino i lavori e s’indica il bando per trovare gli impiegati e creare un’attività commerciale per avere gli utili nelle case comunali ed aiutare le fasce più disagiate. Sopperiamo agli aiuti sempre minori da parte dello stato senza aumentare le tasse»

Davide Di Bernardo

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