La campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative a Tremestieri entra nel vivo: dopo il forfait di Nino Romano, i sei candidati rimasti continuano la ricerca dei consensi attraverso slogan, promesse e… “pulizie”.

Proprio così, pulizie: da qualche settimana a questa parte, il paese di Tremestieri Etneo sta vivendo una sorta di “età d’oro”, con piazze e parchi pubblici rimessi a nuovo e monumenti ricostruiti, tra lo stupore generale. Così, dopo anni di degrado e indifferenza, il territorio è tutto d’un tratto rifiorito, come se stesse per arrivare un’autorità a far visita ai cittadini.

E la domanda sorge quasi spontanea: chi sarà mai, tra il Papa e Barack Obama? Sul primo ci sono ancora dei dubbi, mentre la seconda è l’ipotesi maggiormente accreditata. Sempre che alla First Lady vada bene, si intende. Se, infatti, per lunghi anni i parchi pubblici di Tremestieri sono stati preda di vandali e cattiva gestione – non molto differente dall’azione dei primi -, adesso sono tornati vivi, bonificati. Da chi? Ma naturalmente dai candidati sindaci!

Giacca, cravatta e sciarpa alla moda: questo l’abbigliamento “da lavoro” sfoggiato durante la sistemazione. E guanti, per non sporcarsi troppo. E’ il caso di Domenico Di Guardo, candidato Cinque Stelle, che nelle scorse settimane ha bonificato il Parco Padre Consoli del centro; così come Fabrizio Furnari, che ha rimesso a nuovo la villetta di Canalicchio. Discorso differente, invece, per Sebastiano Di Stefano: il candidato di “#faccepulite” si è cimentato nel difficile restauro del monumento ai caduti della piazza principale di Tremestieri. Esame arduo, ma superato a pieni voti.

E si va avanti, piazza dopo piazza, parco dopo parco, e le strade non sfuggono al controllo attento dei candidati: ogni mattina, infatti, il camion addetto alla pulizia del manto stradale rimuove anche la macchia più piccola, tanto da aver consumato l’asfalto. Positivo, no? Certo, se il paese fosse costituito solo dal “centro”.

Nelle aree periferiche, quelle che non hanno il privilegio di finire sotto l’attenzione dei candidati, mancano solo gli scimpanzé per il riconoscimento come “giungla”: nessuna macchina spazzatrice, nessun “addetto ai lavori” pronto a ripulire e a bonificare il verde. Le auto sono costrette ad avventurarsi in stile fuoristrada per evitare buche e rami, venuti fuori dai marciapiedi distrutti. I parchi, poi, non si salvano: giostre devastate, verde assente. Ma questo non fa testo, naturalmente: Obama passerà dal centro, non dalla periferia. Magari tutto ciò sfuggirà all’occhio attento del presidente degli USA, ma è difficile che sfugga a quello dei cittadini. Senza sciarpa alla moda e non molto tranquilli, e tra poco più di un mese con la penna in mano, pronti a sentenziare.

Antonio Torrisi

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