TREMESTIERI ETNEO – Passa attraverso “Cinque Punti” il programma del Movimento Cinque Stelle per la candidatura di Domenico Di Guardo alle prossime elezioni a Tremestieri.

Cinque, come le stelle, insomma: tra questi troviamo la pianificazione urbanistica e ambientale e lo sviluppo economico del territorio, con la modifica del Piano Regolatore, “scorretto” secondo il candidato. “In passato non è stata fatta una pianificazione: vogliamo fare una valutazione ambientale strategica che coinvolga i cittadini, attraverso una rimodulazione delle aree artigianali e la creazione di un “Parco di Tremestieri” che possa collegare i punti strategici del territorio”, spiega.

Il tutto organizzato e attuato dall’operato di un ufficio tecnico diverso da quello odierno, “composto da elementi validi e pronti a sfruttare ogni possibilità che arriva dai progetti europei”. E in un periodo in cui le risorse scarseggiano, e in cui non si possono fare investimenti, bisogna sfruttare ciò che è presente nel territorio: “Bisogna rilanciare il nostro “centro storico”, dove vi sono numerose case non abitabili – racconta Di Guardo – : faremo in modo di destinare questi locali alla realizzazione di un’area artigianale di nicchia, azzerando le tasse edilizie in un primo momento, per favorire la costruzione, e successivamente imponendo tasse ridotte”, ha proseguito.

Altro punto cardine, quello riguardante il bilancio: “Parte delle casse del Comune deve essere alla portata dei cittadini, così da renderli partecipi dei movimenti effettuati. E, naturalmente, dobbiamo ridurre i costi della politica, diminuendo il numero delle commissioni e i gettoni di presenza”, ha raccontato. Ma, forse, bisognerà fare i conti con il Consiglio comunale, no? A Tremestieri, infatti, vige una sorta di “tradizione” secondo cui, una volta acquisito il diritto di governare, questo venga messo a repentaglio dal Consiglio, quasi come una “vendetta” dopo la sconfitta alle elezioni. “Non metto in dubbio che ci sarà chi farà opposizione al nostro operato, ma lì si farà affidamento all’onestà dei componenti – spiega – : sono sicuro che la ventata di novità portata da noi farà in modo che questi seguiranno le nostre proposte”.

Un’aria nuova, come detto, che, in pieno stile Cinque Stelle, mira a contrastare gli obiettivi della vecchia politica: “La mia è una candidatura inaspettata, visto che non ho scelto io di presentarmi, ma è stato deciso da un meetup – racconta – : il nostro è un progetto civico nato da due anni che ha come interesse primario quello di amministrare con onestà, a differenza dei nostri avversari, i cui interessi sono ben altri…”, ha proseguito con una stilettata. Una stoccata che deriva dalla consapevolezza, non troppo positiva, che qualcosa accadrà: “Da quel che noto in giro, in molti vedono in noi i portatori di cambiamento e si affidano al nostro progetto: il mio è un volto nuovo. Gli altri, pur essendo giovani, non sono affidabili”.

E la storia della novità può anche andare bene… fino ad un certo punto. Tremestieri è stanca, i cittadini pure: loro vogliono “la carne”, i fatti. Hanno fame. E hanno bisogno di risposte concrete, di misure pronte: e quelle mancano. E’ facile parlare di debiti fuori bilancio, di uffici tecnici riorganizzati e di potenziamento dei servizi: ma se è vero, come dicono, che le risorse economiche mancano, che si fa? E’ facile, dunque, passare in un attimo da “progetto” a “miraggio politico”. E ancor più facile è fare promesse.

Prendiamo, ad esempio, la questione dei dipendenti Agt, vera e propria “piaga” dell’ultima amministrazione: come risolvere questa difficile situazione? “Il Comune ha un debito notevole con l’Agt Multiservizi”, e fin qui ci siamo. “Bisogna salvaguardare il lavoro, perché così paghiamo un servizio eccessivo”, e va bene anche. Ma poi? “Il sistema non funziona”, e ci mancherebbe. Ma una soluzione reale esiste?

A quanto pare no, e questo discorso vale per tutti i candidati, non sono per il pentastellato Di Guardo. Ad una settimana dalle elezioni amministrative, insomma, bisognerebbe fare un passo indietro e riflettere: è bene mettere su un tavolo i programmi ed analizzarne i vari punti. Confrontarli e poi trarre le giuste conclusioni: risultato? Cambiano i volti, ma le proposte sono le stesse, e lo dimostra anche il clima che si respira, “disteso”, come lo definisce Di Guardo. Un clima che, però, “non si addice alle elezioni a causa dell’indifferenza della gente”. E a giudicare dai progetti presentati, non c’è da meravigliarsi.

Antonio Torrisi

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