TREMESTIERI ETNEO – Dall’esclusione della lista del PD, al “cambio di maglia” di Alessandro Zinna, passato dalla parte di Santi Rando: per Sebastiano Di Stefano, candidato alle prossime amministrative a Tremestieri Etneo, non sono state settimane facili queste.

Lui, tremestierese dalla nascita, vive il clima delle elezioni in maniera particolare: era presente anche nel 2012, quando venne sconfitto da Rando e dall’ex sindaco Rapisarda, alla quale ha dato il suo supporto al ballottaggio. Ma il passato ormai è storia, e lui questa volta vuole vincere: “Io credo nella vittoria: sono molto sereno e sono convinto che i cittadini faranno la scelta giusta, perché chi conosce bene questo paese sa chi votare”, ha dichiarato.

Il suo è un programma chiaro, diretto: l’obiettivo è quello di creare un filo diretto tra amministrazione e cittadinanza, senza vie intermedie. Tutto – o quasi- in formato “smart”: “Urge una riforma economica che passa attraverso il potenziamento di servizi indispensabili al cittadino – ha spiegato Di Stefano – : vogliamo ricreare la politica “vera”, e non quella sporca che si vede in giro”.

Incrementare le entrate, insomma, supportando la crescita delle imprese locali: “Bisogna investire sulle risorse del paese, mettendo in moto l’economia attraverso un aiuto costante ai consumatori e agli artigiani locali. Creeremo un circuito di aziende che potranno permettere al cittadino di spendere meno con l’ausilio di una card e di convenzioni: solo così possiamo riattivare i servizi e fare cassa”, ha aggiunto. Ma perché questo bisogno di aumentare le entrate? Il Comune di Tremestieri Etneo ha richiesto la possibilità di accedere ad un Piano di Riequilibrio che, se da un lato va a contrastare la situazione debitoria del paese, da un altro fissa al massimo le tasse imposte alla popolazione, accrescendo il malcontento generale. “Nei limiti del possibile dobbiamo venire incontro alle esigenze del cittadino, costituendo un’amministrazione vigile e attenta ad ogni necessità, ancor prima di ricevere segnalazioni”, racconta Di Stefano.

Senza dimenticare, poi, il progetto dell’area metropolitana: “La prossima settimana incontreremo Enzo Bianco, che sostiene fortemente il nostro programma, nella frazione di Canalicchio per parlare dell’area metropolitana – ha dichiarato -: attraverso il potenziamento dei servizi e la sinergia tra gli enti possiamo rendere Tremestieri il centro nevralgico del progetto”.

Ma le risorse sono poche: “C’è poco e niente”, esordisce Di Stefano. “Io lo dico sempre: chi va a fare il sindaco si prende un grosso carico sulle spalle: è per questo che serve un grande senso di responsabilità. Ed è lì che si vede chi ci tiene davvero e chi no: quando non ci sono soldi in ballo, conta l’attaccamento al territorio. E io credo fortemente nel cambiamento di questo paese, perché ci sono nato e cresciuto”, ha spiegato. Ed è anche per questo motivo che, nel programma del candidato, figura il ritorno alle tradizioni per far sì che Tremestieri abbia una sua festa o aspetto che lo faccia riconoscere nell’hinterland.

E, volendo, l’idea non è neanche male, ma la domanda sorge spontanea: il “pasticcio” causato dal PD influirà sulla corsa al ruolo di sindaco? Di Stefano è chiaro: “Assolutamente no, perché chi ci conosce sa che non c’entriamo nulla con certi “meccanismi”…”, ha tuonato. E in un clima politico disteso, dove la bagarre ha lasciato il posto alla collaborazione tra candidati, non mancano le stoccate: “C’è stato chi ha cambiato strada per prenderne un’altra senza avere alcuna dignità politica: questo non va bene, perché fa passare il messaggio che qui si vuole fare cattiva amministrazione – ha spiegato – . Tutto ciò non fa che alimentare la sfiducia dei cittadini nei confronti della politica: per il resto, chi non sposa il nostro progetto, se ne può andare tranquillamente. Noi non rimpiangiamo nessuno…”, ha dichiarato, in riferimento agli ultimi eventi. Forse colpito, ferito da chi aveva promesso di appoggiarlo alle prossime elezioni: e questo, a volte, pesa quasi più dei voti. Sperando che la questione non faccia distogliere l’attenzione dai problemi del paese che, al contrario, dovrebbero essere messi in primo piano.

Antonio Torrisi

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