TREMESTIERI ETNEO – “Fuoco e fiamme” a Tremestieri: il Presidio Paesi Etnei “Giuseppe Fava” di “Libera, Associazioni nomi e numeri contro le mafie”, ha organizzato per la serata di ieri un incontro pubblico con tutti i candidati sindaci alle prossime amministrative nel paese etneo.

La “location”, però, non deve trarvi in inganno: l’evento si è tenuto presso il salone della Parrocchia di Santa Maria della Pace, alla presenza del Parroco, Salvo Scuderi. E, seppur senza armi da fuoco né paroloni, il clima è stato tutt’altro che pacifico. Numerosi, infatti, i cittadini presenti, molti dei quali arrabbiati e in cerca di risposte. “I soliti disfattisti…”, direbbe qualcuno.

E’ bene premettere, però, che non si è trattata della solita sfilata di “carri in festa”, o almeno, non nella prima parte: lo scopo della riunione – quello annunciato, si intende -, riguardava la firma di quattro impegni da mantenere nei prossimi sette giorni.

Tra i punti figurano l’impegno a rendere pubblico, subito dopo la riunione dell’11 maggio, e a mettere in rete il proprio Curriculum Vitae, la propria condizione reddituale e patrimoniale, l’eventuale presenza di conflitti d’interesse, la propria situazione giudiziaria; l’impegno a rendere pubblica, immediatamente dopo l’elezione, la lista dei beni immobili confiscati alla mafia e affidati al Comune, ed in particolare la lista dei beni che non sono ancora stati destinati ad alcun utilizzo sociale, come previsto dal Codice Antimafia con il Decreto legislativo 159/2011. L’impegno altresì ad adottare un Regolamento sull’uso dei beni confiscati che assicuri che il Comune provveda ad organizzare bandi pubblici finalizzati all’assegnazione di questi beni; l’impegno ad adottare in tempi rapidi un’ordinanza per la regolamentazione delle case da gioco sul territorio comunale, in relazione alle restrizioni alla presenza di slot machines nelle vicinanze di scuole, luoghi di culto, ospedali, case di riposo ed altri siti sensibili; e l’impegno per l’adozione di una delibera affinché la data del 21 Marzo di ogni anno sia dichiarata ufficialmente Giornata Cittadina della Memoria e dell’Impegno in onore delle vittime innocenti delle mafie.

Tutte proposte, quelle appena descritte, accolte dai candidati: e fin qui, nulla di strano, anche perché davanti ad un pubblico così esigente non si può mica dir di no. “Sono molto contento di potervi ospitare nel salone parrocchiale – spiega il parroco -. Questo incontro deve servire a creare un clima di confronto in maniera diretta, senza filtri online: l’obiettivo è quello di un chiarimento costruttivo, in sinergia con il clima di festa dei prossimi giorni”, ha spiegato, facendo riferimento ai festeggiamenti per la patrona del paese, che avverranno nel corso di questa settimana.

“Ringrazio i candidati presenti, ma è giunto il momento che il ruolo della responsabilità civile venga assunto dai politici, e non solo da magistrati e guardie”, ha dichiarato Domenico Adamo, referente del presidio di Libera. “Questa è un’occasione per parlare: nel territorio c’è poca fiducia – ha proseguito -. Capisco lo sconforto, ma riprendo le parole di Don Ciotti: “Non bisogna mai perdere la speranza” ”, ha concluso.

“Il Movimento Cinque Stelle è da sempre molto vicino a Libera, come dimostra una lettera di Don Ciotti rivolta al parlamentare Di Maio”, racconta Domenico Di Guardo, candidato sindaco. “E’ la prima volta che ho a che fare con la politica: non ho deciso io di candidarmi, ma sono stato scelto dal meetup del movimento. Siamo in una situazione disastrosa – prosegue Di Guardo – : il Comune rischia il default, anche se le entrate sono tante: bisogna ottimizzare la spesa, così da ridurre il debito in 5-6 anni, e non 8 come previsto: scusate se non prometto le stelle, purtroppo sono molto distanti”, ha spiegato.

Chiaro anche il messaggio lanciato dal candidato Santi Rando: “Se siamo qui è perché tutti noi crediamo di poter cambiare questa difficile situazione: se ognuno dei presenti fa qualcosa, si può fare molto”, ha commentato. “Il nostro è un progetto di tipo civico che nasce dalle necessità della gente: attraverso il contenimento della spesa pubblica e la partecipazione con enti pubblici e privati possiamo risolvere il problema del debito. Ritengo che oggi la politica non deve più chiedere, ma al contrario deve offrire servizi ai cittadini”, ha proseguito Rando.

“La mafia è un male assoluto che ognuno di noi deve fronteggiare: non è possibile che comparino ancora la Sicilia alla mafia”, spiega il candidato Sebastiano Caruso. “Il bilancio? C’è il bisogno di accedere ai fondi europei attraverso i progetti: in questo, anche il PRG, nonostante sia vecchiotto, può rappresentare una risorsa”, ha continuato Caruso, lanciando un appello: “Abbiamo la responsabilità di dare un futuro ai nostri figli.”

Dalla società comune, invece, proviene Mario Ronsisvalle, supportato da due liste civiche: “Tutti noi, anche io da cittadino, siamo una risorsa. E dei presenti non importa il colore politico: il nostro interesse deve essere il paese, attraverso una politica di partecipazione e condivisione anche tra candidati”. Ma il discorso fa riferimento anche alle precedenti amministrazioni, di cui Ronsisvalle faceva parte: “Il piano di riequilibrio attuato è stato un coprire i debiti che hanno fatto altri”, spiega, nonostante lui stesso ha votato per l’attuazione. “Bisogna puntare sull’energia: se sfruttata bene, può rappresentare una fonte inestimabile di guadagno”, ha concluso.

“Questo incontro ci dà la possibilità di guardarci negli occhi e confrontarci: Libera ci dà la possibilità di combattere la mafia in tutte le sue forme, anche quella della compravendita dei voti durante le elezioni”, dichiara Fabrizio Furnari in riferimento ad un fenomeno che da sempre caratterizza in negativo il periodo delle amministrative. “L’amministratore deve essere un presidio di legalità continua: bisogna ridare importanza alla politica, anche attraverso i giovani e l’aiuto del terzo settore”, ha continuato. “La mia è una candidatura di rottura rispetto al passato: la politica, al giorno d’oggi, deve assumersi la responsabilità di essere impopolare, pur di venire incontro al cittadino”, ha spiegato Furnari.

Parla anche Sebastiano Di Stefano, candidato sindaco che, nei giorni scorsi, ha vissuto in prima persona l’esclusione della lista del PD a causa di un vizio di forma: “La decisione di Alessandro Zinna di appoggiare Santi Rando? Che posso dire: lasciamo le persone libere di decidere da che parte stare…”, ha raccontato al termine dell’incontro. “Ringrazio Libera per l’invito: questo è un bellissimo appuntamento di trasparenza. Qui dobbiamo lavorare insieme: c’è tanta disaffezione nei confronti della politica, ma bisogna dire che c’è la politica seria esiste. Certo, poi c’è anche chi scappa a destra o sinistra per la poltrona…”, ha aggiunto, con una stilettata velata riferita agli ultimi eventi. “Il cittadino, quel giorno, in quella matita ha un potere che nessuno può togliere: bisogna solo fare la scelta giusta”, dichiara, lanciando un appello alla popolazione tremestierese.

Nella seconda parte dell’incontro, poi, il dibattito: e lì, “apriti cielo”. E in chiesa, effettivamente, non si può parlare d’altro: in alcuni momenti sembrava quasi di rivivere la Rivoluzione francese, tanto elevato era il livello d’insofferenza dei cittadini presenti. Le domande rivolte ai candidati sindaci sono incalzanti, continue frecciate alle precedenti amministrazioni di cui molti dei presenti hanno fatto parte: e loro? “No, io non ero presente”, “No, io mi occupavo di altro…”, “No, io non ricordo…”. Perché è facile proporre, promettere a chi ha la memoria corta: più difficile è farlo nei confronti di chi vive giornalmente le difficoltà di un paese che, da poco tempo, sembra aver aperto – finalmente –gli occhi.

Antonio Torrisi

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