TREMESTIERI ETNEO – Era il 2012, sempre Giugno. Il primo caldo di un’estate alle porte, e un nuovo sindaco per Tremestieri: Ketty Rapisarda aveva appena vinto al ballottaggio, e Santi Rando quel giorno lo ricorda bene. In quell’occasione, infatti, ad avere la peggio era stato lui, sconfitto al rush finale per pochi voti.

A tre anni di distanza, però, la storia del comune etneo si arricchisce di un nuovo capitolo, con un nuovo “primo cittadino”: al ballottaggio Rando ha sconfitto Di Stefano diventando così sindaco di Tremestieri. Un centinaio i voti a staccare i due candidati: due giovani figure con la stessa volontà di contribuire ad un deciso sviluppo del paese, dopo l’ultimo anno di commissariamento straordinario.

“Sono felice perché questa volta, a differenza della scorsa, ce l’abbiamo fatta. Questa emozione la tenevo dentro da qualche tempo, e ho pianto di gioia quando ho ricevuto la notizia, ed è stato bellissimo”, ha dichiarato Rando, di fronte ai suoi sostenitori. “Abbiamo fatto una campagna elettorale entusiasmante, fatta col cuore: questa ha portato ad un risultato bellissimo, che non è il mio, non è il risultato dei ragazzi delle liste o degli assessori, ma è il risultato di tutti. Ringrazio tutti: le campagne elettorali nascondono tante cose: fatiche, amarezza, competizione. Al primo turno c’è stato un andamento diverso rispetto al secondo, in cui ci sono stati veleni maggiori. – ha continuato – Con i veleni, con la diffamazione, con le critiche e le accuse non si va avanti: noi pensiamo di fare la politica cercando di aprire il Comune a tutta la città, a chi ci ha votato e a chi non ci ha votato. Sarà nostra bravura integrare tutti nel nostro progetto Tremestieri Vivibile: abbracciamoci tutti e partiamo di buona leva”, ha spiegato.

Un messaggio di stima, poi, a Sebastiano Di Stefano: “Tremestieri ha bisogno di tutti, anche dei nostri competitors. Ha bisogno anche del candidato Sebastiano Di Stefano, che sono sicuro che ha a cuore le sorti del paese come le abbiamo noi. Di conseguenza il mio è un invito e un abbraccio che rivolgo a loro perché penso che insieme il progetto può essere realizzato. La cosa più importante da oggi non sarà dimostrare di aver vinto le elezioni, ma di dimostrare alla gente che Tremestieri è cambiata e può cambiare”, ha affermato.

Un ringraziamento anche ai deputati regionali hanno supportato il progetto: “Ringrazio tutta la squadra, tra cui i deputati Sammartino, Sudano, Giuffrida – presenti in platea -, La Via, Forzese, Arena, Pogliese; e anche il vicesindaco di Catania, Marco Consoli, e il vicepresidente del Consiglio comunale di Catania, Tuccio Tringale: tutti presenti in maniera decisa, ma senza fare vetrina”.

“Ho fatto la prima parte della campagna elettorale da competitor: oggi ci troviamo sullo stesso palco perchè sposo in pieno il programma di Santi Rando”, spiega, invece, Fabrizio Furnari, vero e proprio “ago della bilancia” di questo ballottaggio. “Da domani inizierà una politica di valorizzazione del territorio: per questo motivo ci ho messo la faccia e per questo motivo sarà a disposizione di tutti”, ha spiegato.

Attestati di stima anche da parte di Sebastiano Caruso, candidato sindaco al primo turno, che ha sostenuto Rando in maniera non ufficiale: “Io voglio dire solo una cosa: Santi, il mio sogno è diventato il tuo, quindi sono con te”.

Rompe il silenzio, invece, Sebastiano Di Stefano che, attraverso una nota stampa, ha commentato l’esito del ballottaggio: “Ringrazio la comunità tremestierese che attraverso il voto ha sposato il mio progetto. L’esito del ballottaggio non comporterà di certo modifiche o cambiamenti nel mio impegno quotidiano per il territorio che, da oggi, sarà ancora più intenso. Sono e resterò sempre al servizio dei cittadini e del paese in cui sono nato e cresciuto”, ha spiegato, rivolgendo un augurio al nuovo sindaco Rando: “Auguro buon lavoro a Santi Rando, con la speranza che faccia il bene del paese. Io, come ho sempre fatto in questi anni, continuerò a vivere quotidianamente questo territorio, confrontandomi con la gente per guidare Tremestieri verso un futuro migliore. Si riparte, a schiena dritta e a testa alta, più forti e consapevoli di prima”, ha concluso. Nessun ricorso all’orizzonte, quindi: e forse, per l’equilibrio del paese e dei cittadini, va bene così.

Antonio Torrisi

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