PALERMO – La Sicilia potrebbe essere la prima regione d’Italia ad abolire i ballottaggi nei grandi comuni chiamati al voto. Lo prevede una norma della riforma elettorale approvata stamani in commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale a maggioranza, col solo voto contrario dei due esponenti 5stelle: il disegno di legge potrebbe arrivare in aula la prossima settimana, sarà la conferenza dei capigruppo a stabilirlo.
L’obiettivo sarebbe quello di approvarlo prima del 10 agosto, poi il Parlamento chiuderà per la pausa estiva. La riforma innalza da 10 a 15 mila abitanti la soglia dei comuni dove si applicherà il sistema proporzionale, adeguando la normativa regionale a quella nazionale. Così come per i comuni più piccoli, anche in quelli superiori a 15 mila abitanti il testo prevede il turno unico, sarà eletto sindaco chi otterrà il numero più alto di voti, in caso di parità avrà la meglio il più anziano. Previsto anche il premio di maggioranza, con l’attribuzione del 70% dei seggi, al candidato sindaco che otterrà oltre il 40% dei voti, altrimenti i seggi saranno distribuiti in modo proporzionale; il candidato sindaco non eletto, giunto secondo, diventerà direttamente consigliere comunale purché la sua coalizione abbia raggiunto almeno il 20% dei consensi.
La riforma introduce il terzo mandato per il sindaco, l’obbligatorietà della maggioranza qualificata per la mozione di sfiducia, l’eliminazione del voto confermativo (ritorna dunque il cosiddetto effetto trascinamento. Confermata la doppia preferenza di genere.

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