CATANIA – C’è chi chiede ragguagli definitivi e chiari sulle graduatorie d’emergenza per ottenere una casa popolare, chi vuole saperne di più sul buono casa e chi chiede concretezza all’amministrazione comunale. Chi attende da trent’anni, da quando cioè, alla vigilia della nascita del primo figlio fece richiesta per ottenere un “tetto” pubblico mai ottenuto, chi dorme in macchina, in un parcheggio pubblico, a seguito di un sfratto. E chi è stufo di tollerare l’occupazione di case popolari da parte di abusivi o non aventi diritto.

Sono storie dure e voci provate quelle che si sono confrontate ieri nel faccia a faccia con l’assessore comunale alla casa, Angelo Villari. L’assemblea, che rientra tra quelle dedicate alla presentazione della “Carta dei Diritti universali del lavoro” è stata organizzata dal Sunia di Catania, il sindacato degli inquilini; presenti all’incontro la segretaria provinciale Giusi Milazzo, il segretario generale della Camera del lavoro Giacomo Rota e Rosaria Leonardi  responsabile politiche abitative Cgil.
 
Dopo due ore fitte di botta e risposta con l’amministrazione comunale, il Sunia da anni impegnato a Catania per il diritto alla casa, ha ottenuto alcuni importanti  impegni da parte dell’assessorato: l’utilizzo dei fondi europei PON per riqualificare circa 250 alloggi comunali non utilizzabili, oltre all’avvio di un censimento aggiornato di case occupate abusivamente da chi ha reddito e dunque non ne ha un reale diritto di uso. Ciò consentirebbe di avviare sfratti mirati ed assegnare gli appartamenti a chi è veramente in gravi difficoltà economiche. Il Comune si è impegnato anche a modificare il regolamento di graduatoria per gli sfrattati. Sulla morosità incolpevole, il cui strumento di legge sino ad oggi è stato mal utilizzato,  l’assessore si è impegnato ad accelerare le procedure per utilizzare nella maniera migliore i 200 mila euro che il Comune ha a sua disposizione.
“Ogni anno registriamo mille sfratti esecutivi con ufficiale giudiziario; la graduatoria è composta da cinquemila persone che attendono una casa popolare e per questo da tempo chiedevamo un confronto concreto. Oggi i cittadini hanno chiesto prima di tutto più case – commenta la segretaria Giusi Milazzo – ma durante il dibattito era evidente il legame tra il forte desiderio di più occasioni di lavoro. I cittadini in difficoltà non chiedono sussidi, chiedono di poter lavorare per poi poter pagare dignitosamente la loro casa. Una cosa è certa: la diffidenza  parlare in pubblico dei propri problemi è stata superata. Quel che conta , ormai, è chiedere a voce alta diritti”.
L’assessore comunale Angelo Villari è stato realista: “Non possiamo risolvere un problema così complesso in pochi passaggi ma puntiamo su alcuni step importanti. Prima di tutto, fare in modo che il buono casa di 250 euro al mese per due anni, che il Comune mette a disposizione per gli sfrattati al fine di rendere possibile l’ affitto di una casa regolare, siano erogati regolarmente. Stiamo facendo il massimo degli sforzi affinché  si affronti il problema dell’occupazione abusiva di tanti, troppi alloggi a Catania e per questo, stiamo coinvolgendo le altre istituzioni interessate.  Pensiamo che dietro queste occupazioni abusive ci sia il malaffare. Noi vogliamo invece liberare centinaia di alloggi occupati a favore di chi ne ha diritto, ciò anche per dare un messaggio forte di legalità”.
Per Rosaria Leonardi: “il cammino che Cgil e Sunia compiono oramai insieme da molti anni, è culminato lo scorso ottobre con la presentazione di una piattaforma comune che punta ad interventi concreti sull’emergenza casa a Catania. Vogliamo portarla avanti, con la consapevolezza che tutti i fondi disponibili a livello nazionale e locale, possano essere utilizzati per affrontare un problema oggi davvero gravissimo”.
Leonardi ha dunque illustrato la “Carta dei Diritti universali del lavoro”, il nuovo Statuto dei lavoratori redatto dalla Cgil nazionale in 97 articoli, basato sul principio che i diritti di chi lavora sono universali: dalla maternità  al diritto al riposo, dai permessi agli ammortizzatori sociali, dal giusto compenso alla libertà di espressione; diritti che si applicano ai lavoratori indipendentemente dalla tipologia di occupazione e di contratto. Il legame tra diritto al lavoro e diritto alla casa è molto forte anche negli storici obiettivi dei sindacati Sunia e Cgil: “Riteniamo che il diritto all’abitare dignitoso sia prioritario così come quello al lavoro ed alla salute- ha sottolineato il segretario della Cgil, Giacomo Rota-  Sono tre diritti che fanno le persone libere. Ed è per questo che l’emergenza abitativa resta in cima alle nostre priorità”.

 

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