CATANIA – “Le risorse che vengono stanziate a livello nazionale sul tema del disagio abitativo e dell’emergenza sono scarse e in Sicilia si rischia di non utilizzarle o di utilizzarle male”. È quanto denunciano Giusi Milazzo segretaria generale del Sunia e Carlo D’Alessandro segretario generale del Sicet di Catania. Le lungaggini burocratiche o peggio, la mancanza di coordinamento tra Regione Comuni e Prefetture, sta comportando una situazione a dir poco paradossale emblematica di quella disorganizzazione amministrativa e burocratica e della flebile volontà politica che purtroppo caratterizza negativamente la nostra Regione. Sia per quanto riguarda i fondi per gli sfratti per morosità incolpevole, che per quelli inerenti la finita locazione già stanziati  dal Governo nazionale si è creato uno stallo estremamente preoccupante.Le somme stanziate per la Sicilia per queste due emergenze sono poco meno di  3 milioni e 500 mila euro senza contare le somme per il sostegno alla locazione.

A Catania città, per esempio, sono stati assegnati , solo da qualche giorno, 265.928,40 euro per far fronte alla morosità incolpevole per l’annualità 2014 e ne potrebbe arrivare almeno altri 200.000,00 per la finita locazione. “Peccato che nel primo caso la maggior parte delle persone soggette a sfratto nel 2014 hanno ormai perso la casa e non sono più nelle condizioni previste dal decreto per  mantenere il diritto a continuare la locazione versando al proprietario le somme derivanti dal contributo in denaro a a cui avrebbero potuto avere diritto – sottolineano Milazzo e D’Alessandro- .Il Comune di Catania quindi che è  il comune siciliano in cui l’emergenza sfratti è più grave rischia di non poter utilizzare tali somme. Lo stesso dicasi per i fondi destinati ad arginare l’emergenza degli sfratti per finita locazione delle famiglie bisognose, sfratti non più prorogati dal dicembre del 2014. I fondi stanziati pari a 1888.830,29 per la Sicilia,non ancora ripartiti dalla Regione, dovevano consentire alle famiglie interessate il passaggio da casa a casa, ma siamo a Maggio e la maggior parte dei potenziali aventi diritto è prossima allo sfratto esecutivo”.

“Siamo convinti- continuano i due esponenti-  che un coordinamento tra le istituzioni e sindacati avrebbe potuto evitare questo inaccettabile caos che per altro penalizza oltremodo i soggetti più deboli e bisognosi di attenzione e cura, per questo era stato chiesto che la Prefettura svolgesse un ruolo di coordinamento a livello territoriale. Ma niente è ancora avvenuto. Chiediamo per questo al sindaco di Catania e all’assessore comunale ai Servizi Sociali un urgentissimo incontro in cui affrontare il problema. Chiederemo che anche da parte del Comune si formuli alla Regione una proposta di gestione diversa e più congrua di questi fondi che a nostro avviso vanno assegnati immediatamente ai comuni con criteri proporzionali sia al numero storico delle emergenze che della popolazione e unificati per una gestione complessiva del disagio abitativo e dell’emergenza sfratti. Ribadiamo che le condizioni socio economiche della popolazione catanese sono tali che lo spreco o  il cattivo utilizzo di una somma che si aggira intorno a circa 500.000,00 euro,  sommando i fondi per morosità incolpevole a quelli per finita locazione, è a nostro avviso gravissima e inconcepibile”.

 

 

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