L’emergenza migranti, che non accenna a placarsi, coinvolge a pieno titolo anche i dirigenti medici ospedalieri, dipendenti dall’ASP di Catania, che hanno ricevuto perentorie disposizioni per prestare servizio in “pronta disponibilità” in banchina al Porto di Catania in caso di sbarchi.
A riguardo l’Anaao Assomed, il più rappresentativo sindacato della dirigenza medica, ha chiesto un incontro urgente all’assessore regionale alla Salute e al Ministro competente.
La missiva porta la firma dal presidente regionale, dottor Pietro Pata, nella quale si specifica la necessità di concordare, a livello regionale, gli aspetti organizzativi inerenti la gestione dell’emergenza migranti.
Le indicazioni operative impartite ai medici, secondo Anaao Assomed, lasciano molte perplessità, per queste ragioni viene contestato il ricorso improprio all’istituto contrattuale della P.D, l’utilizzo improprio della Dirigenza Medica Ospedaliera presso sedi non contemplate nei contratti di lavoro, con il connesso profilo di dubbia legittimità.

Inoltre, ritiene lesive della dignità professionale le indicazioni ad operare in maniera sommaria, del resto, eventuali malattie infettive/diffusive e/o contagiose possono non evidenziare, al momento dello sbarco, segni clinici ed essere latenti.

L’ incontro urgente con la Direzione Aziendale e con i rappresentanti istituzionali, alla Regione e al Ministero, sono finalizzati a concordare gli aspetti organizzativi inerenti l’emergenza in questione e porre rimedio alla inaccettabile condizione di disagio, con ripercussioni gravi anche per stress psico‐fisico, manifestata da molti medici che sono costretti ad operare, da molto tempo, in serissime condizioni di carenza di organico.
Per questo motivo l’organizzazione sindacale sottolinea nella lettera come: “In questo momento di grande disagio organizzativo dei Presidi Ospedalieri per croniche carenze di organico, con difficoltà a garantire anche la copertura dei turni di guardia 8.00/20.00, e con disposizioni aziendali a sopperirvi  con P.D.  pomeridiane, oltre che notturne e estive, depotenzia  ulteriormente le strutture ospedaliere con gravi rischi e disagi per l’utenza”.

S.R.

Scrivi