Da sinistra. Domenico Messina, Padre Antonio De Maria, Padre Carlo D'Antoni, Joro Ndao e Fabio Prestìa (1)di Martina Strano

Raddoppia la Colletta Alimentare, che per la prima volta dopo 17 anni non può assolutamente aspettare il primo sabato di novembre, data in cui si è sempre svolta, e a tal proposito il Banco Alimentare ha deciso di varare una seconda Colletta Alimentare per sabato 14 giugno. Quasi 5 milioni di indigenti, un dato preoccupante aggravato dalle due grandi problematiche che affliggono oggi l’Italia e il sud in particolare: da una parte i “nuovi poveri” perché sempre più gente non riesce ad arrivare a fine mese oppure perde il lavoro; dall’ altra parte il fenomeno dei migranti, costantemente in aumento. «Noi in Sicilia siamo in punto di frontiera, e quello della migrazione è un aspetto che non possiamo non tenere in considerazione» dichiara Domenico Messina, direttore del Banco Alimentare della Sicilia Onlus «le strutture che sono convenzionate con noi parlano di oltre 360 mila persone che sono in stato di indigenza alimentare, e complessivamente circa 600 mila chiedono un supporto alimentare. Il nostro impegno è quello di organizzare una seconda giornata di raccolta alimentare nazionale, cercando qui in Sicilia di mantenere i numeri della scorsa colletta, perché soprattutto al sud la situazione è abbastanza preoccupante.»

Una “chiamata alle armi” resa necessaria poiché nei prossimi quattro mesi gli aiuti alimentari rischiano di non essere più sufficienti a garantire una dignitosa fornitura: «In un quadro di bisogno in aumento, si è verificato che nel 2013 è terminato il programma degli aiuti dell’Unione Europea denominato Pead, gestito in Italia dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che aveva naturalmente una fine. Purtroppo le istituzioni pur sapendo che ci sarebbe stata questa scadenza si sono fatte trovare impreparate, cioè hanno tardato ad elaborare il piano successivo chiamato Fead (Fondo di aiuti europei agli indigenti) che sostanzialmente è nato tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Stabiliti gli stanziamenti della Comunità Europea dei vari stati membri, l’Italia ha potuto conoscere le cifre su cui contare, ma si è fatta trovare impreparata relativamente al modo di utilizzare tali aiuti. Si sta iniziando a decidere, ma probabilmente i primi prodotti alimentari nascenti da questo progetto dovrebbero arrivare dopo l’estate. Per questo motivo abbiamo pensato a un modo per fronteggiare questo vuoto di cassa. Per cui a livello nazionale  una seconda colletta ci è parsa la risposta più adatta per fornire un aiuto dignitoso alle strutture che si riforniscono da noi», queste le parole del presidente del Banco Alimentare Fabio Prestìa.

Padre Carlo D’Antoni della Chiesa di Bosco Minniti di Siracusa e Don Antonio De Maria della Parrocchia Maria Ausiliatrice e San Domenico Savio di San Giorgio a Catania si occupano giornalmente di accoglienza ai migrati e delle importanti problematiche affliggono la popolazione locale: cibo, bollette, un letto dove dormire, un lavoro che possa permettere a queste persone di sfamare le proprie famiglie. Il problema continua a crescere, le difficoltà economiche aumentano. Dall’Africa e dal Medio Oriente, per l’insostenibilità della vita i quei luoghi massacrati e devastati dall’uomo, i migranti arrivano ogni giorno, con la speranza di trovare un lavoro, ma presto si accorgono della grave crisi in cui riversa la nostra terra. Una volta erano i soli uomini ad arrivare, oggi interi nuclei familiari, e tanti, troppi minorenni, donne incinte, bambini. «Il nostro è un dovere in primis di cittadini. Siamo noi che possiamo permettere a queste povere persone di vivere, perché purtroppo le istituzioni continuano ad aggravare le loro condizioni e la burocrazia in Italia rende tutto più complesso», Don Carlo, e ancora Padre Antonio « Dobbiamo imparare che il poco di ognuno di noi può essere d’aiuto per gli altri.»

L’invito è quello di recarsi nei supermercati e donare alimenti per l’infanzia, legumi, tonno in scatola, olio, pasta, riso, zucchero, a lunga conservazione o effettuare un versamento su C/C Postale n 12316931, Bonifico Bancario presso Banca Prossima IBAN IT8O0335901600100000013799

Martina Strano

Scrivi