Mirello Crisafulli mette a tacere le polemiche sull’inopportunità della sua candidatura sollevata dalla segreteria nazionale, accantona il simbolo del Pd e presenta quello di “Enna Democratica”

Tertium non datur direbbero i latini e Mirello Crisafulli, il candidato dem a sindaco di Enna, che ha stravinto le primarie conseguendo il 73,7% dei consensi, li prende in parola. Scioglie così la vexata quaestio sull’uso del simbolo del Partito Democratico rinunciandogli, e usa al suo posto quello di “Enna Democratica”, formato ad hoc in tempi non sospetti proprio in vista della querelle che si è puntualmente verificata.

simbolo "Enna Democratica"

A sinistra il simbolo di “Enna Democratica”

La candidatura di Crisafulli fortemente sostenuta dal vertice del Pd siciliano e in particolar modo dal segretario regionale Fausto Raciti, che in più di un’occasione ha affermato che non ci sono motivi politici o morali per ostacolare la sua candidatura, è stata contestata dal Pd nazionale anche se non in modo netto.

La segreteria nazionale del Pd, infatti, non si è espressa mai direttamente col suo massimo responsabile Matteo Renzi ma attraverso il suo vice, Lorenzo Guerini, il quale ha ribadito, anche dopo la vittoria di Crisafulli a mani basse nelle primarie, che il Pd non può sostenere la corsa al sindaco del dirigente ennese per questioni di opportunità, ovvero le stesse per cui è stato escluso dalle candidature alle Politiche, nel 2013, quando fu etichettato come “impresentabile”.

Il disagio dei dem, non scaturisce solo dalla pregressa vicenda giudiziaria ormai prescritta, in cui Crisafulli era imputato per abuso d’ufficio, perché avrebbe fatto pavimentare, a spese della Provincia di Enna, una strada comunale che porta alla sua villa. L’imbarazzo è legato soprattutto a un incontro tra Crisafulli e il boss della zona, Raffaele Bevilacqua, ex consigliere provinciale condannato in via definitiva per legami con la mafia. I due sono stati ripresi dalla DIA in un congresso della CGIL Scuola mentre intrattenevano un fitto discorso sugli appalti.

Delega per l'uso del simbolo del Pd

Delega per l’uso del simbolo del Pd

Ma il consenso che riscuote Crisafulli a Enna ha portato il Pd a un comportamento contradditorio: da un lato Renzi, cui com’è noto non difetta di loquela, che non l’ha mai ricusato direttamente ma solo attraverso terzi; dall’altro il partito regionale che lo sostiene fortemente non volendo disperdere il grande bacino di voti che Crisafulli riesce a far gravitare attorno a sé.

Nonostante il 27 scorso Raciti abbia consegnato a Crisafulli la delega per l’uso del simbolo del Pd, questi forte della sua valenza politica nell’ennese, ha preferito snobbarla ponendola nel cassetto, e tirando fuori quella di “Enna Democratica”, già pronta per l’eventualità. Logo che riporta gli stessi colori di quello del Pd e guardato a specchio sembra quasi uguale.

Da questa vicenda ne esce male il Pd che col suo atteggiamento contraddittorio  ha confuso l’elettorato ennese, che non troverà neanche il simbolo ufficiale dei dem in queste  amministrative.

Vicenda che si potrebbe sintetizzare in una frase: e il decisionista e l’affabulatore Matteo Renzi guardò l’“impresentabile” Crisafulli con tutti i suoi voti e a un tratto gli mancò la parola.

Vincenzo Adalberto 

 

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