di Gianluca Virgillito

Super Hellas Verona? No. Piccolo Catania. Piccolissimo. La vittoria sulla Sampdoria, che in settimana sembrava aver dato una sterzata almeno psicologica al gruppo di mister Pellegrino, è stata cancellata da una prestazione disastrosa al Bentegodi. Fino alla fine le concorrenti alla salvezza hanno dato speranza ai tifosi etnei e la possibilità alla squadra di giocarsi le ultime partite. Ma quello che si è visto nel lunch match della trentacinquesima giornata del campionato di Serie A è stato tutto tranne una partita giocata. Squadra sempre più allo sbando, entrata fisicamente in campo ma mai con la testa, nessuna idea di gioco.

Il mister, che alla vigilia auspicava almeno ad una «partita giocata al fine di ottenere risultato e continuare a sperare finché la matematica non ci avesse condannato», è stato l’unico che dal primo all’ultimo minuto della partita ha voluto dare qualcosa, esortando continuamente i giocatori, spronandoli inutilmente. Quello che doveva essere, quantomeno, un momento di riappacificazione tra squadra e tifosi attraverso una partita giocata col cuore, per la maglia rossazzurri qualunque fosse stato il risultato, si è invece trasformato in una nuova, ennesima, delusione di questa stagione. La “prestazione” con l’Hellas sa di totale resa.

La matematica, ancora una volta, non condannerà il Catania, ma le residue speranze di una salvezza che sarebbe già stata più che miracolosa sembrano, una volta per tutte, esser state spazzate via. La B è vicinissima. La rifondazione sembra necessaria. Da vedere se nelle ultime tre giornate di campionato sarà salvata la dignità o se i tifosi dovranno digerire altre disfatte.

Gianluca Virgillito

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