piatto barraleDue giorni alla scoperta della cucina stellata dello chef Paolo Barrale, dei suoi segreti e delle sue esperienze in lungo e in largo per l’Italia, ma con la Sicilia sempre nel cuore. Si è aperto così il 2016 per l’Associazione Provinciale Cuochi Etnei che, come sempre con la Federazione Italiana Cuochi e l’Unione Regionale Cuochi Siciliani, ha proposto ai propri associati e ad associati delle altre provincie dell’Isola un incontro davvero unico e costruttivo, dal punto di vista didattico e culturale. “La cucina stellata di Paolo Barrale”, questo il tema della due giorni svoltasi gli scorsi 18 e 19 gennaio negli eleganti locali de I Giardini di Villa del Fago, a Santa Venerina, paese della fascia jonica catanese.

A salutare lo chef, siciliano originario di Cefalù (Palermo) ma ormai da 13 anni campano di adozione, sono stati il presidente dei Cuochi Etnei e presidente Fic Promotion, Seby Sorbello, il vicepresidente dei Cuochi Etnei e presidente dei Cuochi Siciliani, Domenico Privitera, il segretario Vincenzo Mannino. Con loro, erano presenti all’incontro i titolari di Villa del Fago, i signori Scalia, lo chef del ristorante, Santino Tripoli, la dirigente scolastica dell’Istituto Alberghiero di Giarre, Monica Insanguine, e numerosi allievi dell’Istituto, che hanno contribuito alla riuscita delle dimostrazioni in cucina, del servizio di sala e di accoglienza.
“Siamo lieti che il nuovo anno si apra con un nome d’eccezione come quello del collega Paolo Barrale, – ha detto il presidente Seby Sorbello, facendo pervenire i suoi saluti – e siamo convinti che la formazione dei nostri associati sia da collocare sempre al primo posto delle nostre attività, così come previsto dal nostro nuovo calendario”.

Un calendario, infatti, che è stato reso noto in questi giorni e che prevede numerosi incontri a scopo didattico e formativo.

“Anche sul versante delle attività regionali – ha ribadito il presidente Urcs, Domenico Privitera – stiamo lavorando in stretta collaborazione con tutte e nove le associazioni provinciali e abbiamo avviato un calendario ricco di eventi. Con i Cuochi Etnei registriamo sempre successi sul fronte della qualità e della partecipazione”.

piatto barrale 2Siciliano, dunque, attualmente chef nell’azienda vinicola Feudi di San Gregorio, nell’avellinese, nel territorio del Fiano di Avellino e di altri vitigni storici italiani, Paolo Barrale si è distinto per la sua alta professionalità e disponibilità nel rispondere a tutte le domande e richieste dei partecipanti. Ha spiegato come viva in prima persona il territorio e come lo traduca poi nelle proprie ricette, mettendo sempre il cliente a proprio agio. “Comfort Food”: questo il termine che ha utilizzato Barrale per spiegare il suo approccio con la clientela e con il consumatore finale.

Il suo menù, così, si è arricchito di aperitivi, antipasti, primi, secondi e dessert, che hanno attirato l’attenzione dei corsisti. Tra li aperitivi: spritz, Apelle figlio di Apollo, Mpepata di cozze, Papaccella di rinforzo; per poi passare al menù vero e proprio: Gamberi, cagliata di mandorle, mandarino, caviale di basilico; Capesante, foie gras, cipollotto e infuso alle mele; Riso, “friarelli”, ricciola e rofano; Tortelli di bufalo, latte cagliato e olio ravece (o un buon dop iblei); Spigola in crosta di alghe, cavoli e dashi mediterraneo; Maialino speziato, radicchio, mele e rose; Semplicemente… delizia; Ricotta e pere 2015.

Vere prelibatezze che hanno tenuto a battesimo i nuovi incontri firmati “Cuochi Etnei”.

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