…sta finendo peggio.

Ennesima sconfitta del Catania in trasferta. Un po’ di cuore e nulla più nella prestazione dei rossazzurri. E, adesso, smettiamola di credere ai miracoli calcistici.

La buona volontà non basta e imprecare alla cattiva sorte è inutile. La fortuna aiuta gli audaci, non i mediocri. Il Catania, senza punte e senza punti dall’inizio del campionato, l’infortunio di Bergessio è un alibi che non regge, continua a precipitare. Anche da Udine torna con una sconfitta umiliante. Di misura, 1-0, ma che ormai condanna la squadra etnea alla retrocessione, senza neppure l’onore delle armi. Eppure, le avversarie dirette erano riuscite a perdere tutte, eccezion fatta per il Livorno che sotto di due gol con l’Inter, ha avuto coraggio, convinzione e forza per agguantare il pareggio e un punto che lo tiene ancora in corsa per la salvezza e dimostra che bisogna crederci.

La squadra di Maran, invece, ha perso un’altra opportunità, l’ultima, per sostenere l’illusione di una salvezza ancora possibile. Prestazione volenterosa, dicevamo, e sfortunata. Ma se è vero che il portiere bianconero ha evitato almeno quattro gol, Andujar, una volta tanto reattivo, non è stato da meno. Lo stesso Di Natale, sprecone come non mai, alla fine si è riscattato con un gran gol di testa. I rossazzurri hanno creato molto e sbagliato ancora di più colpa di un attacco inesistente, di una squadra costruita male a luglio, assolutamente bergessiodipendente, e che non è stata corretta, per mancanza di lucidità o di risorse economiche, a gennaio. Poi, Maran, ha fatto il resto, con le solite sostituzioni al quarto d’ora della ripresa che sono sempre premessa al gol degli avversari.

di Daniele Lo Porto

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