di Flora Bonaccorso
CATANIA – Il Collegio si è espresso dichiarando nullo il decreto di giudizio immediato. Ciò comporta l’interruzione del rito speciale e rimette gli atti al Pubblico Ministero. L’Accusa, a questo punto, emetterà un avviso di 415-bis per consentire l’interrogatorio di tutti gli imputati, certamente per coloro che ne hanno diritto. Le condizioni di nullità ricorrevano per alcuni di essi, ma il Collegio ha ritenuto doverla far valere per tutti al fine di evitare una situazione di eccessiva frammentarietà. Dall’avviso di 415-bis comincerà l’udienza preliminare.
L’ordinanza del Collegio potrebbe dar luogo alla scarcerazione per decorrenza termini degli imputati rimasti in custodia cautelare. A parte questi casi, l’ordinanza cambia poco perché si tratta di reati che si prescrivono in venticinque anni.
L’ordinanza di ieri è scaturita da un errore della Procura: chi ha fatto il decreto del giudizio immediato non si è reso conto che alcuni soggetti non erano stati interrogati, quindi non sono stati posti nelle condizioni di difendersi. Averli rinviati a giudizio con giudizio immediato senza interrogatorio, è stato una violazione del diritto di difesa.
“La Procura farebbe bene a ricordarsi che c’è un codice di procedura penale. Comprendiamo – commenta la difesa -che si è fatta tradire dalla fretta, forse potremmo dire dall’opinione pubblica, che ha bisogno di risposte immediate, tuttavia la Procura sa bene che l’interrogatorio è un diritto garantito e non averlo fatto è stato un errore evidente. La prossima volta, ci permettiamo di suggerirgli di usare meno fretta e più attenzione al Codice”.
Ricordiamo che il caso “Supermercati Bosco” riguarda gli imprenditori della catena di supermercati che prende il loro nome e altre sette persone, ovvero: Bosco Antonino, Bosco Mario, Bosco Salvatore, Cutrò Antonino, De Luca Mario, Finocchiaro Giuseppe, Nicolosi Giuseppe, Vaccaro Antonino, Nicolosi Paolo Daniele, Venia Carmelo. Il processo scaturisce dall’operazione condotta dalla Procura di Catania, denominata “Money Lender”, che nel febbraio 2014 portò a svelare casi di usura ed estorsione.

Scrivi