Erano gli anni ’60 e la minigonna rappresentava l’innovazione più sexy del panorama stilistico mondiale col suo “vedo finalmente le gambe”. In tanti storsero il naso ma le donne furono per lo più felici di un primo passo verso quella che sarebbe stata la rivoluzione sessuale di quasi un decennio dopo.

Internet ha stravolto i canoni del “si può fare” in maniera repentina ricercando sempre più modi per rendere virali le immagini postate sui social anche a costo di perdere il proprio modo di porsi al mondo in maniera univoca ed inimitabile, per passare ad uno status quo molto più che simile, identico ed uniformante.

È inutile personalizzare il proprio AppleWatch se poi diventa un oggetto posseduto da tutti che più che identificare crea cloni.

Quando per diventare “famosi” sui social si usa il modo più veloce, il nudo, allora l’essere disinibita diviene la normalità.

Nessuna decenza, nessun pudore.

Esporre le proprie forme per una gara o un contest diviene la normalità, ma quando a farlo sono delle studentesse universitarie, tutto si capovolge.

Bocconiane & co. si danni battaglia sui social con foto che rappresentano lato B o seno adibiti a sfondo per il nome della propria università, il tutto con l’immancabile hashtag denominata #escile.

Questa non é una richiesta moralista di forte fede cristiana o pronta a bigotti discorsi.

12523201_682934645181656_8279961927194037131_n escile-gara-università-milanesi-foto-1 escile-gara-università-milanesi-foto-3 escile-gara-università-milanesi-foto-4 escile-gara-università-milanesi-foto-6 escile-gara-università-milanesi-foto-7 escile-gara-università-milanesi-foto-8 escile-gara-università-milanesi-foto-15 escile-gara-università-milanesi-foto-16

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A tutti noi piace vedere le ragazze mezze nude che girano online, ma cosa accadrebbe se invece di sconosciute vedessimo nostre amiche o addirittura figlie fare a gara col culo al vento?

Immaginate di essere dei padri che pagano le rette alla figlia studentessa, ed un amico vi porta la foto di una ragazza dicendo: “Guarda questa tr€&a dove si é scritto ‘Bocconi,”, cosa fareste se quella foto fosse di vostra figlia?

Cosa assolutamente possibile perché anche se in tante nascondono il volto, tra account, vestiti, stanza e oggetti utilizzati il riconoscimento non è poi così difficile.

Fosse mia figlia la manderei a lavorare per farmi restituire i soldi spesi fino a quel momento per la sua istruzione, allora potrebbe fare ciò che vuole, ma rifletterei anche sul modo in cui é stata cresciuta in famiglia.

Le ragazze universitarie dovrebbero essere il futuro della classe dirigente italiana, anche se come insegna la Lorenzin la laurea non serve ad essere Ministro della Salute, e così danno un bell’aiuto al paese nel “tirarsi su”.

Nude o mezze nude che siano, la perdita dei valori, non parlo di quelli cattolici che comunque non guasterebbero a volte, ma della benché minima forma di morale decenza e pudore é un problema non da poco che si mostra quotidianamente tra i banchi parlamentari, televisivi e scolastici.

escile-gara-università-milanesi-foto-18

Le università siciliane grazie al cielo latitano ancora, anche se fu una studentessa catanese dell’Istituto BoggioLera a dare il via, nei primi anni del nuovo millennio, alla moda dei video softcore fatti a scuola. Allora la diffusione virale del video portò ad allontanamenti dall’istituto, a tanta vergogna per il gesto della ragazza da parte di famiglie ed attori protagonisti del video e alla città che si sentiva vittima dell’errore di una ragazzina con problemi comportamentali.

Oggi mostrarsi nude diviene il punto di partenza per carriere televisive per una generazione che mostra più di quanto vale.

Ma stavolta i primi non siamo stati noi italiani, maestri comunque nel diffondere la tipologia di contest vitalmente tra università e non solo, ma gli inglesi.

Nell’università di Cambridge la sfida è iniziata quattro anni fa, partecipano maschi e femmine e la contesa è il titolo di miglior posteriore del campus. I dieci finalisti, cinque uomini e cinque donne, sono stati scelti dalla redazione del giornale studentesco “The Tab”.

Tutti, tranne una ragazza che indossa il perizoma e studia teologia, si sono mostrati nudi.

AGGIORNAMENTO

Nelle ultime ore sono arrivate le prime foto di uomini e da università siciliane. Grazie al cielo.

Davide Di Bernardo

kore

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi