di Elisa Guccione

CATANIA – Raccontare la Sicilia con i suoi modi di pensare e vivere attraverso il ricordo e gli insegnamenti dei propri avi. È quello che fa Tindaro Granata, autore ed interprete, in “Estratti da Antropolaroid” alla sala Chaplin, nell’ambito della rassegna Palco off curata da Francesca Vitale.1922310_269174073241924_252784918_n

Uno spettacolo in cui si riportano alla luce il linguaggio, gli accenti, gli atteggiamenti e le tradizioni della nostra terra in maniera passionale ed emozionale. Il protagonista, con estrema bravura e semplicità, passa da un ruolo ad un altro dando vita ad uomini e donne di ogni età. Sulla scena è solo, ma tanti sono i personaggi che interpreta. In poco più di due ore Tindaro Granata rievoca la storia della sua famiglia, romanzata su alcuni punti come l’incontro con Tano Badalamenti con cui non ci sono mai stati rapporti di alcun genere, dal 1925 al 1999 ovvero quando il bisnonno ha scoperto di avere un male incurabile fino al giorno in cui in cui decide di andare via dalla Sicilia per fare l’attore.

Per lo spettatore in sala è un tuffo nel passato, perché ogni ruolo è vissuto ed amato fino alla fine. 10665661_288278004705760_3049908484026870573_nNon è solo una fotografia antropologica che ricorda o spiega come si viveva in alcuni paesini agli inizi del secolo o con quale rispetto ci si doveva confrontare con il boss di turno, ma è una vera esplosione di vitalità e di sensazioni positive narrate con estrema bravura attingendo alle storie e agli aneddoti dei nonni o degli zii depositari di un prezioso vissuto ricco di saggezza e cultura popolare.

Elisa Guccione

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