CATANIA – Le proposte avanzate dal Comitato Etnalibera, attraverso il documento-petizione “Perché l’Etna non si può vietare”, hanno riscosso parecchi consensi e proprio negli ultimi tempi sono state portate all’attenzione delle istituzioni, con le interrogazioni dell’on. Salvo Giuffrida all’Assemblea Regionale Siciliana e dell’on. Giuseppe Berretta alla Camera dei Deputati.
Qualche giorno fa è avvenuta la consegna da parte del Comitato Etnalibera delle prime mille firme, in calce al documento “Perché l’Etna non si può vietare”, al Parco dell’Etna (individuato come l’ente a cui restituire pieno controllo, in termini di gestione della fruizione), affinchè la zona sommitale sia resa nuovamente fruibile da parte del libero escursionismo.
Stamane l’on. Concetta Raia del Partito Democratico, ha presentato un’interrogazione alla IV Commissione Territorio e Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana ed ha ottenuto la convocazione in audizione del Comitato Etnalibera, per discutere “sulla necessità di rivedere i criteri di fruizione della zona A del Parco dell’Etna, e fare chiarezza e ordine su norme e regolamenti che oggi accavallandosi l’un l’altro limitano e penalizzano turisti, studiosi e anche l’attività delle guide dell’Etna. L’inclusione dell’Etna nella World Heritage List dell’Unesco, soprattutto come laboratorio naturale didattico e fonte di cultura di vita, impone più che mai un’accelerazione”. Secondo l’on.Raia, “si tratta di pesanti restrizioni, che oltre a essere in contrasto con la Costituzione e con la legge istitutiva di Protezione Civile appaiono contrastanti con gli articoli. 822 e seguenti del codice civile sul Demanio”. Inoltre, ha aggiunto: “attualmente vigono una legge e due regolamenti: la legge della Protezione civile (legge 225 del 24.02.1992), sugli interventi di “previsione e prevenzione”, e di soccorso in caso di catastrofi naturali, il regolamento del 2003 dell’Ente Parco, nato dall’esigenza di contemperare il diritto di godimento della natura con la sua salvaguardia, disponendo alcune norme di cautela da osservare da parte dei visitatori e dal 2013, sono state nuove della Protezione civile che di fatto impediscono la fruizione di un’area vastissima dell’Etna anche in situazioni di “ordinaria attività vulcanica”.
Queste le richieste avanzate dall’on.Raia nella sua interrogazione: restituzione di controllo e regolamentarizzazione della fruizione al Parco dell’Etna; mantenimento della ‘zona gialla’ ad alto rischio; creazione di un sistema di monitoraggio della fruizione escursionistica giornaliera; aumento dell’informazione; creazione di sentieri; creazione di piani di fruzione degli eventi eruttivi.

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