NICOLOSI – È stato ufficialmente dato l’avvio ai lavori di ‘rigenerazione’ del Museo Vulcanologico dell’Etna di Nicolosi: con leIMG_7461 avvenute consegne, è stata definitivamente archiviata la gestione da parte della Provincia ed è stato preparato il terreno per una nuova gestione, contraddistinta fin da subito da due parole d’ordine, dinamicità e tecnologia. L’Ente che ha retto le sorti della struttura museale dalla sua nascita fino ad oggi, ha ceduto, con la formula del comodato d’uso gratuito, i beni esposti all’interno del percorso espositivo all’INGV ed ha rescisso il contratto d’affitto dell’immobile, riconsegnandolo alla proprietà. Da questo momento in poi il Museo sarà gestito attraverso il sinergico connubio pubblico-privato e subirà una graduale trasformazione, fondata categoricamente sull’interazione tra il visitatore ed il vulcano, grazie ad alcune tecnologie di ultima generazione, ad una più attenta didattica museale e ad una maggiore fruibilità delle informazioni a carattere turistico- divulgativo e scientifico in diverse lingue. Questo team vanta la presenza di partner che giocano un ruolo incisivo sul territorio per quanto concerne lo studio, la tutela e la valorizzazione del vulcano e delle sue pendici: l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), il Parco dell’Etna, il Comune di Nicolosi e non ultimo l’apporto di privati. Per saperne di più siamo entrati nel Museo guidati da Rosario Tomarchio, proprietario con la famiglia dell’immobile che lo ospita, e da Domenico Patanè dell’ INGV.

“La settimana scorsa, la Provincia ha effettuato le consegne all’INGV ed alla proprietà dell’immobile – ha affermato Rosario Tomarchio – Abbiamo avuto delle richieste, anche da parte del Comune, al fine di inserire la struttura museale all’interno del programmaIMG_7465 natalizio, dunque come luogo in cui organizzare alcuni eventi. Subito dopo Natale, apriremo il Museo ripristinando in parte l’esistente assetto espositivo, apportando delle modifiche con la creazione di un percorso didattico più efficiente ed inserendo nuove opere. Da quel momento, inizierà questa nuova avventura: speriamo, nel giro di qualche mese, di riuscire a garantire una struttura all’avanguardia sia da un punto di vista espositivo che tecnologico. Per quanto riguarda la manutenzione ed i danni che la struttura ha subito recentemente, la Provincia molto probabilmente assegnerà i lavori di ripristino ad una società esterna con cui collabora o in caso contrario provvederemo noi e poi l’Ente rimborserà l’importo impiegato”.

“Il nuovo progetto prevede la suddivisione delle due strutture esistenti, la parte in legno e l’originaria casa di Mario Gemmellaro, diversificandole sulla base del percorso museale – ha affermato Domenico Patanè – La struttura in legno ospiterà il settore tecnologico, dunque la vulcanologia contemporanea: verrà inserito un grande Video Wall attraverso cui fornire delle informazioni aggiornate in tempo reale, provenienti dall’INGV o dal Parco dell’Etna, destinate al visitatore che transita all’interno del Museo ed in seguito decide di andare sull’Etna. IMG_7456Questo è un aspetto fondamentale che non deve essere trascurato: il visitatore può acquisire le informazioni utili alla sua escursione già a bassa quota ed essere preparato alle condizioni presenti ad alta quota. Utilizzeremo tutte le strumentazioni che vengono adoperate per monitorare il territorio. Inoltre, verranno realizzati dei collegamenti con altri vulcani, tra cui lo Stromboli. All’interno dell’altra struttura, sarà curata la storia della vulcanologia fino ai giorni nostri. In questo contesto, abbiamo presentato un progetto al Miur per richiedere i finanziamenti necessari a rendere il Museo dinamico, interattivo e multimediale grazie all’utilizzo delle tecnologie, come pannelli touch screen e video proiezioni, e fruibile a tutti i visitatori sfruttando la capacità di questi strumenti nel fornire le informazioni in diverse lingue. Stiamo realizzando un protocollo d’intesa con il Parco e con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Catania, al fine di collaborare insieme ed apportare delle modifiche, in attesa di maggiori finanziamenti. In tempi brevi, verranno sostituiti i pannelli espositivi, con l’aggiunta di una seconda lingua, ed arricchito il percorso espositivo con del materiale dell’INGV e dell’Università, realizzando una sezione dedicata significativamente agli aspetti naturalistici dell’Etna. Inoltre, si intende avviare la conoscenza degli aspetti enogastronomici, attraverso la programmazione di alcuni eventi, soprattutto per quanto riguarda i vini, risorsa importante per il territorio etneo, aventi delle specifiche peculiarità in funzione delle diverse zone. Nel progetto che abbiamo presentato al Ministero, sono state coinvolte due istituti, ma l’idea è quella di aprire maggiormente la realtà museale alle scuole e far aumentare l’afflusso di visitatori”.IMG_7470

Dunque, tantissime le idee ed i progetti per rendere la struttura adatta ad una concezione contemporanea di Museo, un luogo in cui apprendere interagendo e, attraverso le risorse tecnologiche e multimediali, ricevere degli aggiornamenti in tempo reale. Inoltre, sono stati presentati altri due progetti: il primo, prevede l’inserimento di un’adeguata cartellonistica in 15 geositi e la creazione di collegamenti multimediali; il secondo, in collaborazione con la Regione Siciliana, prevede la formazione di 9 giovani per le attività di divulgazione informativa e di monitoraggio delle strumentazioni.

 Antonella Agata Di Gregorio

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