Etna Comics: Rutger Hauer “Siate pecore creative”

Catania – Leggenda del cinema hollywoodiano, l’uomo che ha incantato intere generazioni con i suoi ruoli, da Navarra nel film fantasy-romantico LadyHawke, a Jhon Ryder il killer misterioso di The Hitcher, dall’indimenticabile replicante Roy Batty di Blade Runner del regista Ridley Scott, ai personaggi, trasposizioni dal mondo comics, come il terribile Cardinal Roark in Sin City di Rodriguez, Miller e Tarantino e il manager senza scrupoli Bill Earle in Batman Begins diretto da Christopher Nolan.

Per chi ancora si stesse chiedendo di chi stiamo parlando la risposta è semplice: Rutger Hauer.

L’attore è giunto a Catania in occasione della quinta edizione di Etna Comics il festival del fumetto e della cultura pop; capelli bianchi e occhi azzurri, simpatico e irriverente come solo le grandi star sanno essere, ironico e sagace con i giornalisti, diretto e pronto alla battuta con i giovani aspiranti attori della masterclass da lui tenuta. Dallo sguardo profondo e affascinante, è inevitabile non lasciarsi ammaliare dallo spirito geniale di questo “sempre giovane” olandese.

L’incontro tra Rutger e la stampa si è aperto con la domanda da noi postagli:

Starfish la fondazione da lei creata contro l’Aids aiuta le persone colpite da questa malattia, in cosa consistono le attività e come la sua immagine contribuisce in questo impegno?

«La fondazione si è posta come primo interrogativo “come possiamo aiutare?” perché non si può curare qualcosa o tentare di migliorare la vita di chi soffre se non sono i malati stessi a dirci da dove iniziare. Le nostre attività sono molteplici, abbiamo realizzato cortometraggi e libri per sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica su questo tema, ma la più grande opera da noi compiuta è stata effettuata a Cape Town realizzando un’enorme struttura raffigurante il nostro simbolo. Un’impresa immensa, ci sono volute più di 32 gru e la partecipazione di tante persone del luogo, un’esperienza emozionante ricordo che il cielo è stato sorvolato da aerei da traino con striscioni dove compariva il logo e il messaggio della fondazione. La scelta di Città del Capo non è stata banale, è una dei luoghi al mondo con la più alta mortalità per l’Aids, abbiamo voluto lanciare un messaggio proprio da li, dal porto in cui ogni giorno transitano centinaia di turisti»

Come l’ha cambiata questa esperienza?

«Io sono stato molto fortunato nella vita, ma arrivato a 50 anni mi sono iniziato a chiedere come potevo rimettermi in pari con il mondo che tanto mi aveva dato e ho scoperto la bellezza del dare che è molto più semplice del ricevere e, cosa che mi ha colpito molto, più gratificante»

Batman Begins, Sin City, due bellissimi film ispirati dai fumetti. Dato che ci troviamo qui al Festival del fumetto le chiedo lei legge comics?

«No, non ho tempo, quando non lavoro mi rilasso ma sono solo 20 minuti. Mi piacciano molto però, entrambi i film erano due sogni che avevo già nella testa e pensavo che farli sarebbe stato molto divertente. Ci sono stati due progetti di videogiochi molto belli a cui ho partecipato ma purtroppo non sono andati a buon fine, l’anno prossimo dovrebbe uscirne uno speriamo, sono davvero entusiasmanti. Non si può definire recitazione quella dei fumetti ma ciò che fanno è affascinante sopra le righe quindi partecipo sempre con passione»

Alcuni giornali le hanno attributo un “anima dark” sente che le appartiene?

«Non ho un lato dark. L’oscurità è come un secchio dell’immondizia di tutte le nostre paure, parlare di cinema dark è difficile, la vita è oscura mentre i film devono illuminare, si ci può essere un lato dark ma dobbiamo scoprirlo ed eliminarlo. Frank Zappa era un mio amico e diceva sempre che la parte più brutta del proprio corpo è il cervello, lui faceva rock&roll con il sorriso ma era una persona molto oscura, ha combattuto come un leone proprio per abbattere le etichette professando la libertà. L’arte ci appartiene non ha etichette»

Qual è il personaggio a cui è più affezionato e quale ruolo vorrebbe interpretare?

«Sono legato a tutti i ruoli che ho interpretato anche i peggiori, ci provo, se fallisco è andata così. Vorrei interpretare Minnie ma penso di non essere idoneo ! Ci sono così tante cose che mi attraggono e desidererei fare ma magari non ho avuto tempo, ho una grande curiosità di fondo che appartiene al mio carattere»

Insegna hai ragazzi a recitare, anche qui al’Etna Comics terrà una masterclass apposita, quali sono i primi consigli che dà alle nuove leve?

«Stai zitto, ascolta, questa è la prima cosa ! Se il pubblico ha senso dell’umorismo dico iniziamo dalle domande stupide, ma non sempre capiscono! Dico loro: Dimenticate Hollywood, per fare un buon film serve il lavoro di squadra, imparate l’inglese, viaggiate e create buone sinergie con la gente, così si realizzano i migliori progetti. Ho pochi consigli da dare saranno fortunati se capiranno quanto è difficile, questo mestiere, ma ciò non voglio dirlo»

C’è un regista o un attore con cui le piacerebbe lavorare o rilavorare?

«Con Rodriguez, è un bravissimo regista che stimo e poi vorrei rilavorare con Anthony Hopkins, abbiamo già girato insieme ma nel set non ci incontravamo mai, siamo grandi amici come fratelli. Mi affascinano i registi esordienti, Robert Harmon (The Hitcher) era uno di loro le opere prime sono sempre molto interessanti. Vorrei creare una lista con tutte le persone con cui vorrei lavorare»

Ha mai ricevuto delle pressione da Hollywood?

«Questo è un secolo in cui c’è una grande guerra di identità, riceviamo molte pressioni che tentano di distruggere la creatività, ma bisogna seguire la bussola interiore che è la nostra identità, dobbiamo essere delle pecore creative»

La sua più celebre frase è: “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”…

«Questa si che è una frase molto oscura ! Non ho visto abbastanza e non so se vedrò ancora tanto ma posso dirvi che chi crede di aver visto tutto è già morto. Vorrei fare un festival del cinema dedicato al futuro, tutto ciò che fa parte oggi del nostro vissuto sociale e che colpirà inevitabilmente le generazioni future»

Tanti giovani talenti oggi usano internet per far conoscere il proprio lavoro, reputa questo canale un progresso o un limite per il cinema?

«Basta navigare su internet per vedere che ci sono una quantità immensa di informazioni da far esplodere il cervello, documentari che ti lasciano incollati allo schermo, tutto questo non si vede al cinema, non viene trattato neanche nei festival. Sono stupefatto della massiccia quantità di informazioni che trovo sulla rete. Le persone non vanno più al cinema e tutti si sorprendono; a me invece sembra ovvio, quello che propongono i film di oggi sono cose già viste, è su internet che si trovano novità interessanti, non voglio generalizzare ma voglio far passare un messaggio forte, la stampa è bianca o nera ma la vita non lo è mai»

di: Agnese Maugeri – Davide Di Bernardo

Foto Servizio: Vincenzo Musumeci

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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