NICOLOSI – Per poter nuovamente rendere fruibile la zona sommitale del vulcano ai liberi escursionisti, modificando le attuali restrizioni che di fatto ‘ostacolano’ il mantenimento del rapporto tra gli abitanti delle pendici e la loro montagna, si è costituito il “Comitato EtnaLibera”, i cui portavoce sono Sergio Mangiameli e Giuseppe Riggio e di cui ne fanno parte: AGAI Associazione Guide Alpine Italiane, CAI Club Alpino Italiano Regione Sicilia Onlus, Etnalife.it, Etnasci.it, Associazione Etnaviva, Etnawalk.it, FederEscursionismo Sicilia, FIE Federazione Italiana Escursionismo, Associazione Piuma Bianca, Vincenzo Agliata, Giambattista Condorelli, Piero Giuffrida, Walter Gulisano, Bruna Volpi.
L’obiettivo è quello di ottenere la modifica delle disposizioni vigenti circa l’accesso alla zona sommitale, secondo quanto riportato nelle “Procedure di allertamento rischio vulcanico e modalità di fruizione per la zona sommitale del vulcano Etna” del 2013, documento del Dipartimento Regionale della Protezione Civile: l’escursionismo libero nell’area delimitata è vietato, se non in caso di assenza di attività vulcanica e della presenza di personale abilitato ai sensi di legge. A tal fine, il Comitato ha redatto un documento, da inoltrare alle autorità preposte, che verrà presentato, per raccogliere le firme a sostegno, il prossimo 10 luglio alle ore 21.00 presso il piazzale della Casa Museo della Civiltà Contadina “Lucio Messina” di Nicolosi.
All’interno del documento “ETNALIBERA – PROPOSTA PER SUPERARE L’ATTUALE REGOLAMENTAZIONE DELLA FRUIZIONE DEL VULCANO ETNA”, che verrà consegnato alla deputazione regionale e nazionale della provincia di Catania, si può apprendere che “ Il diritto di circolazione dei cittadini è tutelato costituzionalmente dall’art.16 e può essere limitato eccezionalmente solo per motivi di “sanità o sicurezza”. L’Etna è un vulcano costantemente attivo, dove l’ordinarietà è costituita da manifestazioni permanenti quantomeno nella zona sommitale e dove i fenomeni eruttivi possono potenzialmente avvenire in qualsiasi parte del suo vasto territorio”. Ed ancora: “L’inclusione dell’Etna nella World Heritage List dell’Unesco, soprattutto come laboratorio naturale didattico e fonte di cultura di vita, impone di considerare la zona A del Parco dell’Etna nella prospettiva di una organizzazione internazionale che ne ha decretato la rilevanza, quale patrimonio che appartiene all’Umanità, e dunque indica di fatto agli enti gestori dell’area la cura della fruizione”. Il Comitato intende restituire all’Etnte Parco dell’Etna “la piena responsabilità di regolamentare e gestire la fruizione dell’area protetta (come previsto dalla pertinente normativa regionale), prevedendo però che le procedure di monitoraggio e allertamento – come avviene peraltro anche per altre tipologie di rischio (come ad esempio quello legato a eventi meteo) – restino in capo alla Protezione Civile”.

A proposito dell'autore

Il sodalizio con l’attività giornalistica trova le sue origini in tempi remoti: dalla prima macchina da scrivere Barbie al giornalino della scuola elementare…dalla tessera professionale dell’Ordine dei giornalisti ad una totale identificazione con la scrittura come inscindibile alter ego. Particolarmente incline allo studio della storia dell’arte, amo aggirarmi per musei, biblioteche ed archivi, immancabilmente munita di penna, taccuino, reflex, viaggiando alla scoperta di ingiallite pagine di storia ed incantevoli tesori nascosti.

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