Come riportato dal sito della sezione catanese dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, conclusosi l’evento parossistico del 3 dicembre, l’attività esplosiva è continuata all’interno del Cratere Voragine e si è progressivamente intensificata culminando alle 10 di stamattina in un parossismo attualmente in corso con formazione di fontane di lava e di una colonna eruttiva che si è elevata a circa 7000 metri di altezza dalla sommità del vulcano. Contestualmente si sono osservate anche emissioni di cenere dal Nuovo Cratere di Sud-Est.
A Messina auto, marciapiedi e balconi anneriti dalla cenere vulcanica, che il servizio pubblico di nettezza urbana ha spazzato e accumulato ai lati delle strade. La cenere stessa dev’essere però rimossa al più presto  perché potrebbe creare notevoli problemi alla circolazione in caso di pioggia, rendendo scivolose le strade, con rischio di tamponamenti. Inoltre la cenere potrebbe aver anche intasato le caditoie per lo smaltimento delle acque piovane.

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