GIARRE – A seguito della notevole ricaduta di sabbia vulcanica che ha interessato dalla mattinata odierna il territorio giarrese, legata all’incremento dell’attività eruttiva del vulcano Etna, l’amministrazione comunale ha disposto, tramite ordinanza dirigenziale disponibile all’albo pretorio online, il divieto di circolazione per cicli, ciclomotori e motocicli ed il limite di velocità di 30 km/h per le rimanenti categorie di veicoli fino a cessazione dei fenomeni ed al completamento della pulizia delle sedi stradali.
Contestualmente il sindaco di Giarre, Roberto Bonaccorsi – che segue l’evolversi della situazione in costante raccordo con la Protezione civile comunale − ha formalmente richiesto l’intervento del Dipartimento regionale della Protezione civile al fine di superare l’emergenza e procedere a pulizia e raccolta del materiale vulcanico che si è depositato su strade ed edifici del territorio comunale.

«Abbiamo chiesto il supporto della Protezione civile, che già durante le scorse emergenze legate al vulcano ha sostenuto la nostra comunità in maniera preziosa e fattiva, poiché la situazione finanziaria del nostro ente non ci consente di poter sostenere quelle spese che gli eventi odierni rendono necessarie – ha dichiarato il sindaco – Il Comune di Giarre ribadisce, inoltre, la propria disponibilità a riaprire il confronto sull’individuazione di soluzioni unitarie per tutto il territorio etneo al problema della gestione dell’emergenza cenere vulcanica».

Come riportato dal sito della sezione catanese dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, conclusosi l’evento parossistico del 3 dicembre, l’attività esplosiva è continuata all’interno del Cratere Voragine e si è progressivamente intensificata culminando alle 10 di stamattina in un parossismo attualmente in corso con formazione di fontane di lava e di una colonna eruttiva che si è elevata a circa 7000 metri di altezza dalla sommità del vulcano. Contestualmente si sono osservate anche emissioni di cenere dal Nuovo Cratere di Sud-Est.
A Messina auto, marciapiedi e balconi anneriti dalla cenere vulcanica, che il servizio pubblico di nettezza urbana ha spazzato e accumulato ai lati delle strade. La cenere stessa dev’essere però rimossa al più presto  perché potrebbe creare notevoli problemi alla circolazione in caso di pioggia, rendendo scivolose le strade, con rischio di tamponamenti. Inoltre la cenere potrebbe aver anche intasato le caditoie per lo smaltimento delle acque piovane.

 

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