CATANIA − Si fa più insistente l’attività eruttiva dell’Etna. Il vulcano è tornato a farsi sentire nella notte tra l’11 e il 12 maggio con quella che è stata definita dai vulcanologi come una “modesta attività stromboliana”. Nel primo pomeriggio del 13 maggio si è aperta una nuova frattura eruttiva sul versante nord-orientale del Nuovo Cratere di Sud-Est sulla quale erano attive tre bocche in debole attività esplosiva e dalla quale è stata emessa una nuova colata lavica. Questa colata nel corso delle 24 ore consecutive si è riversata verso nord-est in direzione del Monte Rittmann e poi verso est verso il Monte Simone.

A partire dal pomeriggio di ieri e per tutta la notte l’attività si è nuovamente intensificata. In particolare, si sono fatti più forti e frequenti i boati e i tremori, percepiti anche a Catania e non solo dai paesi più immediatamente vicini all’edificio vulcanico.

E all’intensificarsi dell’attività eruttiva corrisponde anche qualche disagio e qualche rallentamento al traffico aereo dell’aeroporto catanese di Fontanarossa, in cui due voli sono stati dirottati su altri scali.

 

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