di A. M.

GIUSEPPE LIVIO, Black Blame, tecnica mista su tavola (2014), LGTUna mostra di opere inedite frutto dell’appassionato lavoro dell’artista Giuseppe Livio, un gioco crescente di contrasti e antitesi, bianco e nero che si incontrano e fondono, pittura sul legno e calcografia a rilievo.

“Perfect Volcano” a cura di Francesco Lucifora, è un’esposizione organizzata in collaborazione con il Comune di Catania, Assessorato ai Saperi e alla Bellezza condivisa, realizzata con la partnership scientifica dell’Accademia di Belle Arti di Catania e del CoCA – Center of Contemporary Arts di Modica (Rg) e sarà visibile fino al prossimo 6 luglio al Palazzo della Cultura.

Giuseppe Livio ha scelto di restare a produrre nella sua Sicilia, accanto al vulcano, l’Etna, diventando così testimone autentico e fedele riproduttore di immagini, ambientazioni, poetiche e concetti appartenenti alla nostra terra che, l’artista emergente ha saputo elaborare secondo idee riconducibili alle nuove dinamiche dell’arte contemporanea, trasformandosi in un capace interprete della propria terra e del proprio mondo.

Lucifora, curatore indipendente della mostra spiega «per Livio, “Perfect Volcano” rappresenta un momento decisivo, una fase di aumentata consapevolezza sulla sua pittura e sulle modalità di sintesi grafica e visiva che coincide con una nuova produzione divisa in due blocchi: perfect-volcano-580x260pittura nera su legno e calcografia bianco su bianco. Un contrasto di colori e materiali che viaggia verso la definizione di un vulcano perfetto. Che non è soltanto l’Etna ma ogni elemento naturale permanente, simbolo di una presenza costante che accompagna l’umano al futuro. Livio proietta lo sguardo in avanti, verso una realtà visionaria fatta di paesaggi minimali e ripuliti dagli eccessi. Anche le calcografie danno la misura dell’invenzione: sulla carta, come reperti dal futuro, emergono forme di esseri e sostanze comunque familiari».

Giuseppe Livo nel presentare e spiegare le sua mostra dice «Mi sono concentrato sul segno, sulla potenza espressiva del bianco e nero che arriva a vincere sul colore, da sempre protagonista del mio lavoro; e infine sulla materia, il legno: tinto di nero è divenuto supporto di questo ciclo produttivo. Infine i soggetti: vivono in uno spazio non identificato, non ci sono coordinate spazio-temporali. Potrebbe essere anche il nostro futuro».

Agnese Maugeri

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