Kevin Cafà

E’ il giorno di Italia-Germania. Un match mai scontato e senza alcun tipo di pronostico quello tra queste due squadre, che stasera a Bordeaux alle ore 21, si affronteranno per ottenere la qualificazione alle semifinali dell’’Europeo di Francia. Anche per questo motivo le loro sfide sono molto sentite, in campo e fuori, tanto che alcuni addetti ai lavori e i cronisti di tutto il mondo hanno cominciato a definirlo come il “derby d’Europa”.

Sono passati quattro anni dalla sera del 28 giugno 2012, quando allo stadio di Varsavia, l’Italia contro ogni pronostico, vinse l’incontro 2-1 con una prestazione brillante fatta di manovre veloci, fuori dal tradizionale binomio “difesa e contropiede”, grazie a una doppietta di Balotelli. A quel ricordo, si aggiunge la semifinale dei mondiali del 2006, giocati in casa dalla Germania al Westfalenstadion di Dortmund il 4 luglio del 2006, davanti a 65.000 spettatori. L’Italia vinse la partita nel secondo tempo supplementare, grazie ai goal di Fabio Grosso e Alex Del Piero, con gli azzurri che andranno a vincere il titolo mondiale contro la Francia. E come non ricordare il famoso “urlo” in cui Marco Tardelli corse a perdifiato verso metà campo, agitando i pugni contro il petto in lacrime e urlando a ripetizione “gol!”. Adesso molte cose sono cambiate.

L’ultimo precedente risale all’amichevole dello scorso 29 marzo a Monaco di Baviera, persa dalla Nazionale Italiana contro i tedeschi per 4-1. Al termine di quella partita, i tedeschi sembravano invincibili e l’Italia pronta all’ennesima delusione. Invece, la vittoria contro la Spagna, ha fatto scattare un campanello d’allarme a tutte le nazionali partecipanti all’Europeo (Germania compresa), poiché nessuno si aspettava un possibile exploit degli azzurri di Conte.

Alla vigilia di Germania-Italia, il commissario tecnico dell’Italia è carico: “Sono partite da giocare al 120%, bisognerà stare benissimo. Un mese fa non ci sarebbe stata partita, oggi siamo qui a giocarcela. Abbiamo lavorato e studiato molto la Germania, siamo pronti. Bisognerà stare non quasi bene, ma benissimo. Ho molta fiducia in tutto il gruppo”, queste le parole di Antonio Conte nel corso della conferenza stampa. Non sono mancati gli elogi per la nazionale tedesca: ”Affrontiamo un altro avversario molto forte, in questo momento migliore rispetto alla Spagna, sono i campioni del mondo. Hanno tutto per una squadra forte, tecnica, talento, fisicità. Hanno organizzazione, credo che sia la squadra più completa al mondo, con giocatori forti e una squadra altrettanto”, ha aggiunto lo stesso ct della Nazionale.

Sarà ancora 3-5-2, il modulo che Antonio Conte schiererà per cercare di strappare il pass per la semifinale del Campionato Europeo. Dopo essersi sottoposto alle terapie per recuperare dall’infortunio subito contro la Spagna, ieri Daniele De Rossi si è aggregato al gruppo azzurro nella seconda parte dell’allenamento, riaccendendo le speranze di un suo possibile utilizzo contro la Germania. Le riserve verranno sciolte poche ore dall’inizio della partita, ma filtra ottimismo dalle parole di Conte. Nel caso in cui il centrocampista della Roma non riuscisse a recuperare, spazio a Marco Parolo in cabina di regia con Sturaro e Giaccherini che agiranno da mezz’ali. Il trio Barzagli,Bonucci e Chiellini, definiti dal ct tedesco Joachim Löw, come “artisti della difesa”, completeranno il reparto arretrato insieme al capitano Gigi Buffon. Le altre opzioni, potrebbero essere: Florenzi mezzala e Darmian a destra, lasciando inizialmente in panchina Sturaro.

Alla seduta di ieri, durata quasi due ore, non ha partecipato invece Antonio Candreva, che prosegue il suo programma di recupero dall’infortunio all’adduttore destro. Conte ha insistito parecchio con le prove tattiche sul campo e con video mostrati alla squadra. Sarà importante ripetere la prestazione vista contro la Spagna, basata sull’organizzazione di gioco, equilibrio, aggressività, corsa, compattezza e disponibilità: concetti che il gruppo è riuscito ad assimilare negli ultimi due anni.

La Germania ha sempre raggiunto la semifinale nelle ultime cinque partecipazioni a Mondiali o Europei, dal 2006 a oggi. I tedeschi hanno vinto 14 delle ultime 17 partite giocate in tornei maggiori, due i pareggi e una sola sconfitta, proprio contro l’Italia quattro anni fa. La Nazionale tedesca è l’unica squadra a non avere ancora subito gol in questi Europei, l’ultima volta che era riuscita a non subire gol nelle prime quattro partite di un grande torneo internazionale era stata nel Mondiale del 1978.

Ad accendere l’attesa per la partita di stasera, semmai ce ne fosse bisogno, ci hanno pensato i giocatori tedeschi e il giornale tedesco BIld, che ha addirittura stilato un elenco di 7 motivi per cui la squadra di Conte perderà contro la Germania stasera a Bordeaux. Verrebbe da dire i soliti tedeschi spavaldi e arroganti. Come dimenticare lo slogan “Qui è la fine” apparso sul profilo Twitter del Bayern Monaco a qualche ore dalla sfida di Champions League contro la Juventus. Anche il numero 13 della Germania, Thomas Muller, ha ricordato la partita del 2012 e di come rimase parecchio deluso da quel match: “Quel pianto non fu una vergogna, tanto più perché sarà un 2016 senza lacrime. Sono ottimista, possiamo fare ancora progressi. Sarà una partita difficile, ma comunque resta fattibile. Abbiamo dimostrato di essere pronti per queste sfide ad eliminazione diretta. La nostra difesa è solida e c’è unità di squadra: quella nei quarti per noi non sarà l’ultima partita. Tutti magnificano la difesa italiana basata sul blocco Juve, ma non sono inespugnabili. L’Europeo lo ha dimostrato: ogni difesa è vulnerabile, e dunque lo è anche quella italiana”, ha dichiarato il centrocampista del Bayern Monaco durante la conferenza stampa di ieri.

Alla vigilia della partita, Il ct della Germania ha evidenziato il fatto che nelle ultime due sfide ufficiali l’Italia ha battuto la Germania. Nel 2006 faceva parte dello staff di Jurgen Klinsmann, mentre nel 2012 era lui il ct della nazionale tedesca. “Se 4 anni fa avessimo vinto in semifinale, poi avremmo battuto anche la Spagna in finale, ne sono certo, ha raccontato nel corso della conferenza stampa. In vista della sfida di stasera Löw è ottimista: “L’Italia ha giocato benissimo con la Spagna ma sento che tutti noi siamo molto felici di poter giocare questa partita. Ci siamo preparati bene, sappiamo cosa ci aspetta, sono fiducioso”. A preoccuparlo, come accennato prima, è la difesa azzurra. “È un baluardo. Non sarà facile metterli in difficoltà. L’Italia è l’ostacolo più grande di questo torneo. So che contro questi artisti della difesa non avremo molte palle gol, siamo obbligati a sfruttare quelle poche che capiteranno. Ma proprio in attacco abbiamo grandi qualità, so che anche loro ci rispettano”. Low si affiderà al consueto 4-2-3-1, con Neuer in porta, Kimmich, Boateng, Hummels ed Hector in difesa; Khedira, Kroos formeranno la diga di centrocampo con Ozil, Muller e Draxler a sostegno dell’unica punta Mario Gomez.

La prima semifinalista è il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Nella sfida del Velodrome, i lusitani vanno in svantaggio dopo soli 2 minuti di gioco: Lewandowski gela il Velodrome di Marsiglia con un destro angolato che non lascia scampo a Rui Patricio. La Polonia gioca un bel calcio e dimostra di meritare i quarti di finale. Al 33’ minuto però arriva il pareggio del neo acquisto del Bayern Monaco, Renato Sanches, che con un bel sinistro batte il portiere polacco Fabianski. Nel secondo tempo, tante occasioni ma nessuna delle due squadre assesta il “colpo di grazia” all’avversario. Si va ai tempi supplementari. Poco da segnalare nei 30 minuti di gioco, a parte l’invasione di campo di un uomo braccato dagli agenti nei minuti finali della partita. Sarà la lotteria dei rigori a decidere chi passerà il turno. Alla fine la spunta il Portogallo. Blaszczykowski si fa parare il rigore, mentre Quaresma non sbaglia dagli undici metri e porta i lusitani alla semifinale di Euro2016.

Bellissima la favola del Galles all’Europeo di Francia. La squadra Chris Coleman gioca una splendida partita e batte meritatamente il Belgio di Wilmots. Nel primo tempo, i belgi vanno in vantaggio con un tiro da 25 metri di Raja Nainggolan, ma sei minuti più tardi vengono raggiunti dalla rete del capitano Ashley Williams. Si va al riposo sul punteggio di 1 a 1. Nella ripresa, Hal Robson-Kanu porta in vantaggio il Galles per la gioia dei migliaia di tifosi gallesi che quasi non credono ai loro occhi. Una mazzata per il Belgio, che cerca di reagire, ma non riesce quasi mai a creare delle vere palle goal. Al 86’ il sogno del Galles diventa realtà: da un cross di Ramsey nasce il colpo di testa di Vokes che batte Courtois e regala la qualificazione per la prima volta nella sua storia ai gallesi. Bale e compagni affronteranno il Portogallo per giocarsi la finale dell’Europeo. Chi l’avrebbe mai detto.

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