Kevin Cafà

Volevamo assistere ad una partita bella, combattuta e ricca di emozioni. Insomma una vera finale. Così è stata. Dopo la beffa di Euro 2004 contro la Grecia, il Portogallo di Fernando Santos per la prima volta nella sua storia, riesce nell’impresa di vincere il campionato Europeo, infrangendo così il sogno della Nazionale di Deschamps, ovvero conquistare la vittoria finale davanti al proprio pubblico.

Bella la favola del Portogallo, che dopo esser stato ripescato come migliore terza della fase a gironi, riesce a battere la Francia ai tempi supplementari grazie ad un bel goal di Eder al 108’ minuto di gioco. L’attaccante semisconosciuto del Lille, dopo aver vinto un contrasto con Koscielny, sfodera un destro che batte Lloris e regala la vittoria alla sua Nazionale. Inutile la reazione d’orgoglio dei francesi nei minuti finali. Al fischio di Clattenburg, la gioia incontenibile della panchina portoghese e dei 10 mila tifosi tifosi che hanno seguito tutte le partite della loro Nazionale ad Euro2016. Alla Francia sono mancati gli spunti di Griezmann e la classe di Pogba, assente ingiustificato per  tutta la partita.

La sfida tra Cristiano Ronaldo e Antoine Griezmann dura meno di mezz’ora. Colpito duro al ginocchio sinistro da Payet dopo soli 25 minuti, CR7 è stato costretto a lasciare il campo in barella. Prima di essere sostituito, l’attaccante del Real Madrid ha provato più volte a stringere i denti, ma poi si dovuto arrendere al dolore, accasciandosi a terra con le lacrime agli occhi. Al suo posto Ricardo Quaresma.

L’infortunio del suo miglior giocatore costringe Fernando Santos a ridisegnare la sua squadra con un 4-3-3 che si trasforma in un 4-5-1 molto abbottonato in fase difensiva, in modo da evitare le scorribande di Payet, Griezmann e Sissoko. E’ proprio il giocatore del Newcastle quello più pericoloso nei primi 45’ minuti di gioco: impressionanti le accelerazioni del centrocampista francese, che impegna in almeno due occasioni l’estremo difensore portoghese Rui Patricio. Un primo tempo che non verrà ricordato dagli addetti ai lavori per il bel calcio espresso da entrambe le squadre. Si va al riposo sul punteggio di 0 a 0 e con un protagonista in meno.

Nel secondo tempo, la Francia si rende pericolosa con le progressioni di Coman, subentrato a Payet, che mette in crisi la difesa impacciata del Portogallo, formata dal duo Pepe-Fonte. La Francia cerca di cambiare ritmo alla partita e a metà ripresa costruisce le migliori occasioni della partita: Griezmann manca l’appuntamento con il goal per questione di centimetri, mentre Giroud tira addosso a Rui Patricio dopo una splendida triangolazione tra il solito Sissoko e Coman. L’attaccante dell’Arsenal non è riuscito ad incidere sulla partita come Descamps si aspettava. Al suo posto entra Gignac, che nei minuti finali della partita, colpisce il palo dopo aver saltato Pepe con una finta di corpo. Da sottolineare la pessima prestazione di Pogba,  che gioca un po’ più arretrato rispetto al suo compagno di reparto Matuidì, ma non riesce a fornire nemmeno un assist interessante per gli attaccanti. Solo passaggi in orizzontale. Chissà cosa ne pensa della sua prestazione il suo maggior estimatore: quel Josè Mourinho,che lo vorrebbe con sé al Manchester United. Scatta l’ora dei tempi supplementari.

Il Portogallo si affida al possesso palla e alla ripartenze di Nani e Quaresma, mentre la Francia continua ad attaccare a testa bassa. Da una punizione inesistente, nasce l’occasione più importante per i portoghesi. Guerriero calcia una splendida punizione che si infrange sulla traversa a Lloris battuto. Pochi minuti più tardi, si materializza il vantaggio del Portogallo: Eder raccoglie un pallone, dopo un contrasto con Koscielny, scaglia un destro violento all’angolino che batte un non colpevole Lloris, che avrebbe potuto far meglio.  Esplode il settore occupato dai tifosi lusitani. Descamps si gioca la Martial, che avrebbe la palla per pareggiare, ma cicca clamorosamente la palla. Finisce 1 a 0 per il Portogallo. Una squadra che magari non giocherà un grandissimo calcio, che ha sfruttato la miglior collocazione nel tabellone dell’Europeo, ma dimostrando grande carattere e voglia di lottare su ogni pallone. Complimenti.

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