Kevin Cafà

Quando arrivi ai calci di rigore, non sai mai quello che può accadere. Stavolta il destino non è stato dalla nostra parte. Finisce ai quarti di finale la splendida avventura della Nazionale italiana all’Europeo di Francia. Dopo una serie infinita di calci di rigore, la Germania di Joachim Löw accede alla semifinale, battendo l’Italia di Antonio Conte al termine di una partita emozionante e piena di colpi di scena, soprattutto nei tempi supplementari. Finisce il sogno Europeo della nostra Nazionale, che riesce a tenere duro per 120’ minuti di gioco, per poi arrendersi solo alla crudele lotteria dei calci di rigore. Decisivi gli errori di Zaza, Pellè, Bonucci e Darmian dal dischetto. Il rigore di Hector manda in estasi i tifosi tedeschi. L’Italia esce a testa dalla sfida di Bordeaux, con la consapevolezza di potersela giocare alla pari contro tutte le altre. Molto il rammarico tra i giocatori italiani: Buffon, Barzagli e Bonucci in lacrime davanti ai microfoni del post-partita.

Löw sceglie di giocare a specchio, improvvisando un 3-4-1-2: Boateng, Howedes e Hummels in difesa; in mediana Kroos e Schweinsteiger (subentrato all’infortunato Khedira nel primi minuti del primo tempo) con Kimmich ed Hector sulle fasce; Ozil dietro Muller e Mario Gomez. Conte lancia Sturaro dal primo minuto al posto dell’infortunato De Rossi. Per il resto, è la stessa formazione che ha battuto la Spagna agli ottavi di finale. Una partita molto tattica, priva di emozioni e con poche occasioni da goal da entrambe le parti. Il primo tempo, giocato a ritmi non molto alti, si chiude in uno scialbo 0-0. Una sola occasione da goal per gli azzurri al 44’ minuto con Sturaro che sfiora il goal con un tiro in corsa sul cross di Giaccherini, messo in angolo da Boateng. Il primo tempo si chiude sullo 0 a 0.

Nel secondo tempo, piccolo acuto dei tedeschi: Florenzi salva sulla linea un tiro a botta sicura di Muller con una sorta di “tacco volante”. Al 66’ minuto, la Germania passa in vantaggio. Splendida l’azione che porta al goal Mesut Ozil: Gomez recupera palla sulla trequarti, va sulla fascia, passaggio filtrante per l’accorrente Hector, mette in mezzo per Ozil che con il sinistro batte Gigi Buffon. Un goal che pesa come un macigno sul morale l’Italia, tenuta a galla da una super parata di Buffon su un tacco in aerea di Mario Gomez. Al 77’ minuto, da un cross apparentemente innocuo di Florenzi, Jerome Boateng tocca con la mano in area di rigore. Kassai assegna il rigore per gli azzurri. Sul dischetto va Leonardo Bonucci, che piazza all’angolino la palla del pareggio per l’Italia. L’1 a 1 galvanizza l’Italia che ritrova l’atteggiamento giusto e la grinta per affrontare gli ormai imminenti tempi supplementari.

Nei tempi supplementari accade poco. Darmian entra al posto di uno stanchissimo Florenzi, Insigne sostituisce lo stacanovista Eder, mentre uno sfinito Chiellini lascia il posto a Zaza. La Germania mette sotto pressione l’Italia per tutti i 30’ minuti, ma la Nazionale di Conte alza il muro e porta la partita ai calci di rigore.

L’Italia parte bene con il rigore trasformato da Insigne. Poi Zaza e Pellè si divorano il possibile vantaggio degli azzurri sbagliando entrambi il tiro dagli undici metri. Si va ad oltranza. L’errore di Darmian e il rigore decisivo realizzato da Hector manda i tedeschi in paradiso, ponendo fine al sogno degli azzurri.

“Mi dispiace per i ragazzi, hanno dato tutto quello che avevano contro una squadra fortissima. Peccato, potevano andare avanti noi”, così il ct della Nazionale ai microfoni nel post-gara. ”L’unico rimpianto è di avere perso ai rigori. Questi ragazzi ci hanno messo impegno, orgoglio e amore per la maglia, hanno dato tutto quello che avevano. Bilancio? Li fanno gli altri. Sono contento di aver fatto questa esperienza. Questa panchina regala sempre grandi emozioni. Non è un addio, un arrivederci”, ha aggiunto Antonio Conte.

Termina così l’Europeo degli azzurri. Con una sconfitta contro i campioni del mondo della Germania. Rimane il rammarico per essere stati battuti ai calci di rigore, ma bisogna essere fieri di tutti i giocatori italiani che hanno affrontato le partite al massimo delle loro possibilità.

Finisce anche il breve ma intenso ciclo di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale Italiana. L’ex allenatore della Juve lascia un’eredità pesante al prossimo ct Gianpiero Ventura, che verrà presentato nelle prossime settimane.

Ad attendere Antonio Conte c’è la sua nuova casa: Stamford Bridge e il Chelsea di Roman Abramovich.

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