CATANIA Carenze di risorse, buco finanziario alla Regione e tagli per i prossimi tre anni. Sono questi i motivi che preoccupano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl e che hanno indotto i sindacati del pubblico impiego a convocare un’assemblea di tutto il personale della ex-Provincia regionale di Catania che si è svolto ieri nella sede di via Nuovaluce. L’assemblea era inserita nella giornata di mobilitazione nazionale dei lavoratori delle ex Province proclamata dalle segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. A Catania, erano presenti i segretari generali Gaetano Agliozzo (Fp Cgil) e Armando Coco (Cisl Fp) e i componenti delle rappresentanze aziendali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

I sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo e al parlamento regionale di sbloccare la riforma, perché rispetto al resto d’Italia, dove la vertenza è accesa per i tagli del personale provocati dalla legge Del Rio, in Sicilia si vive ancora uno stato di incertezza. «La legge regionale – ricordano i rappresentanti sindacali – avrebbe dovuto essere apripista del riordino delle ex Province. Invece è rimasta impantanata dopo i rilievi del Consiglio dei Ministri. L’attuale testo regionale prevede la salvaguardia del personale, ma a preoccupare sindacati e lavoratori sono «le carenze di risorse, il buco finanziario alla Regione Siciliana e i tagli attuati nella legge nazionale per i prossimi tre anni».

«Mentre la legge è ancora ferma al primo esame svolto in Commissione Affari istituzionali e non c’è ancora una data per la trattazione in aula – sottolineano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – i tagli in bilancio mettono in discussione gli stipendi dei lavoratori e i servizi per i cittadini, a partire dalla manutenzione di strade e scuole che, con gli ultimi eventi meteorologici, si sono evidenziati in tutta la loro gravità».

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