Riceviamo e pubblichiamo.

GELA – Quando vinse le elezioni Domenico Messinese da parte di tutti ci si aspettava di avere un

sindaco che si discostasse dalla classica figura di primo cittadino inarrivabile, e si credeva

che questa città potesse avere, per come preannunciato in campagna elettorale, un sindaco

del popolo, del dialogo aperto con tutti i cittadini e con tutte le associazioni. Lui stesso si

presentava come espressione della società civile ed essendo stato presidente del quartiere

Macchitella, ognuno di noi si aspettava che un uomo che aveva vissuto i problemi reali della

città, diventasse il paladino di una nuova stagione politica per Gela, la stagione quanto

meno del dialogo diretto e sereno nonché dei fatti. E invece no…..

Se osserviamo questi mesi di sindacatura Messinese, è facile notare come il sindaco si sia

chiuso su se stesso in maniera sempre più serrata, quasi come volesse ripararsi dal pericolo

di una città che vede sempre più distante da sé. Il sindaco si è rifugiato dentro la cortina

protettiva della sua giunta, schierata tutta in difesa, e pronta ad uscire sempre per

giustificare i suoi atti amministrativi, talvolta improvvisati, talvolta mal concepiti, quasi

sempre incerti e, gran parte dei quali, abbattuti dalla scure implacabile della giustizia

amministrativa. E così non lo si vede più in consiglio comunale, sempre sostituito da

qualche suo assessore-difensore. Le poche volte che si lascia vedere vicino a qualcuno, o a

qualche associazione, è ormai noto, che quel qualcuno o quell’associazione gli è funzionale

ed è organica ad un progetto che sfugge ai più.

Molte sono le parole spese in sua difesa dal suo entourage e molte le cose che Messinese

dice di aver fatto per la città, tanto da aver stilato una lunga relazione annuale di ottanta

pagine, che giace presso l’ufficio della presidenza del consiglio comunale di Gela, in attesa

di essere discussa alla prima seduta del civico consesso immediatamente dopo le ferie

estive. Trapela che una parte di questa relazione è dedicata al lavoro che il sindaco starebbe

facendo per far entrare Gela all’interno della città metropolitana di Catania, argomento a

noi di Gelensis molto caro.

Come comitato ci siamo battuti per l’obbiettivo di staccarci da Caltanissetta, facendoci

promotori di una serie di iniziative per poter convincere la politica ad intraprendere questo

passo dopo avere coinvolto l’intera comunità gelese. Passo che noi riteniamo epocale per il

nostro territorio, e per il futuro della nostra città che necessita di reinventare il suo

orientamento economico dopo la chiusura dello stabilimento petrolchimico. Noi di Gelensis

temiamo che le promesse di Domenico Messinese sulla vicenda dei liberi consorzi, siano

promesse di Pulcinella, parole buttate al vento al solo fine di accattivarsi il consenso degli

oltre 23.000 cittadini che hanno creduto alla battaglia partecipando al referendum del 2014.

Qualcuno nelle scorse settimane, rivolgendosi pubblicamente ai cittadini, aveva

trionfalisticamente annunciato che Gela, Niscemi e Piazza Armerina avrebbero fatto

ricorso contro quel verdetto dell’ARS, ma di questo non si è più parlato. In tale senso

l’amministrazione comunale aveva provveduto già all’individuazione anche di un

professionista che avrebbe seguito da vicino la questione, presentandolo in pompa magna

in una conferenza stampa tenutasi presso la sede di un’associazione gelese.

Al fine di capire se a queste preannunciate iniziative fossero seguite delle reali azioni,

abbiamo voluto chiedere, ufficialmente con nota protocollata in data 05.08.2016, al

sindaco a che punto fosse l’iter dell’impugnazione. Abbiamo provato anche a contattarlo di

persona, ma Messinese ha preferito non rispondere.

Sappiamo con certezza che nessuna iniziativa ad oggi, né Messinese né il suo assessore con

delega alla Città Metropolitana, Francesco Salinitro, hanno ancora intrapreso. La cosa

ci sconforta perché ci sembra di essere presi in giro. Non vorremmo pensare che

l’approssimarsi delle elezioni regionali possa interessare qualche componente

dell’amministrazione, e quindi una impugnazione fatta in questo momento possa minare

eventuali accordi in corso.

Ad oggi si è fatto un gran parlare di diffide, di impugnazioni, di risarcimenti. E poi cosa si è

fatto effettivamente?

A questo punto vogliamo dire al sindaco, “Messinese!! Basta con le parole e con gli

annunci ….. passa ai fatti e non farci perdere questa opportunità di passare con la città

metropolitana di Catania”.

Ci chiediamo: quali soluzioni l’amministrazione sta approntando per difendere le delibere di

Consiglio comunale ed il referendum popolare? Gela si muoverà da sola, o di concerto, con

le altre comunità interessate dallo stesso passaggio? Tutte queste diffide che il Comune di

Gela ha provveduto, congiuntamente ad associazioni, ad inoltrare alla più disparate

Autorità quale effetto hanno sortito?

Riteniamo che la tempestività della proposizione di un ricorso, consentirebbe di potere

ribaltare, per come dall’amministrazione e da certo associazionismo convintamente

sostenuto, il verdetto della Prima Commissione all’ARS dando ragione alla nostra

città.

Noi di Gelensis chiediamo al Sindaco di ritornare a dialogare con i cittadini, di farla

finita con la politica dei “bla, bla, bla” e delle frasette standard sempre uguali, perché la

città aspetta risposte chiare, certe e serie ma soprattutto condivise.

Ci auguriamo che la apparente nobiltà di intenti, che oggi sembrano quanto mai in altri

tempi muoversi attorno a Gela, non mascheri operazioni di sciacallaggio o di baratto

politico.

Gela ed i gelesi non lo meritano!

Avv. Liliana Bellardita, portavoce di Gelensis

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