Cauta soddisfazione di Cgil Cisl e Uil per la decisione della Conferenza dei capigruppo dell’Ars. Per i confederali “lo scontro politico sul futuro delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi deve cedere il passo al senso di responsabilità”
“Esprimiamo cauta soddisfazione per la decisione della Conferenza dei capigruppo dell’Ars di calendarizzare per il dibattito d’Aula il disegno di legge sulle ex Province. Lo scontro politico sul futuro delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi deve cedere il passo al senso di responsabilità, perché a pagarne il prezzo più alto sarebbero i lavoratori e i cittadini a cui interessano poco le beghe politiche su chi deve governare i nuovi enti”. A dirlo, i segretari generali regionali di Cgil Cisl Uil, Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone che, insieme ai segretari regionali di categoria, Fp Cgil Enzo Abbinanti, Cisl Fp Paolo Montera e Uil Fpl Luca Crimi, hanno preso parte stamani all’audizione in sala rossa all’Ars, convocata dal presidente Giovanni Ardizzone assieme ai presidenti dei gruppi parlamentari e al presidente della I commissione Affari istituzionali, Salvatore Cascio. I sindacati hanno chiesto proprio che il disegno di legge fosse incardinato subito per il via alla discussione in Aula.

“Siamo consapevoli che la legge da sola non risolve il problema delle ex Province perché rimane da risolvere il grave problema finanziario così come pensiamo che il testo possa essere migliorato con emendamenti nel dibattito d’Aula; ma dobbiamo togliere ogni possibile alibi a tutti coloro che legano i destini delle risorse finanziarie che da Roma devono giungere a Palermo, al completamento della riforma”, scrivono i sindacati. Che così continuano: “Questo primo passo, però, non ci farà abbassare il livello di attenzione, anche perché restiamo preoccupati per l’assenza di una reale interlocuzione con il governo regionale, oggi praticamente assente, e per la sua scarsa capacità di interloquire in maniera efficace con Roma. Allo stesso modo siamo preoccupati per gli esiti del dibattito parlamentare perché anche stamattina è stato chiaro come all’interno dell’Ars si stia consumando una bieca lotta di potere, e a farne le spese sono i lavoratori che rischiano stipendi e posti di lavoro e i cittadini a cui continuano a essere negati i servizi”.

Cgil Cisl e Uil concludono affermando che “per questo manteniamo alto il livello di attenzione, proseguendo la mobilitazione insieme ai lavoratori per far sì che presto si trovino le risposte adeguate sul futuro delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi”. Si è svolto a Palazzo dei Normanni a Palermo l’atteso incontro tra il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, una rappresentanza di deputati ed i sindacati, sul tema del mancato completamento della riforma delle ex Province regionali. Un confronto urgente, quello chiesto dalle organizzazioni sindacali, su una tra le questioni cruciali che stanno interessando da vicino la sopravvivenza nell’immediato futuro di questi enti di secondo livello che fino ad oggi, oltre ad annoverare nell’organico un numero notevole di dipendenti, gestiscono ancora svariate competenze nonostante stanno seriamente rischiando di implodere e fallire.

A rappresentare la sigla sindacale Ugl c’era il segretario regionale Giuseppe Messina che ha sottolineato come il netto ritardo del legislatore, per la correzione della legge impugnata dal Governo nazionale, sta provocando numerosi disagi per i cittadini, i lavoratori, compresi quelle delle partecipate e per l’intero tessuto sociale dei territori coinvolti. Da parte sua il presidente Giovanni Ardizzone ha assicurato che è pronto il nuovo testo da approvare al fine di fare definitiva chiarezza sull’intera vicenda che si trascina da ormai troppi mesi.

Piena soddisfazione per l’esito dell’incontro di oggi è stata espressa anche dal vice segretario provinciale di Catania, area indicata come Città metropolitana, della Ugl Giovanni Musumeci: “Apprezziamo l’impegno del presidente dell’Ars e dei deputati intervenuti. Ci auguriamo che, nel giro di pochissime sedute, l’iter per l’esame e per l’approvazione della proposta di legge presentata sia completato per porre fine a tre anni di vergogna che hanno infangato la nostra regione. Continueremo ad essere vigili, ed a sollecitare ogni intervento utile, affinché possa essere recepita appieno la legge Delrio che già nel resto d’Italia ha sortito frutti postivi.”

 

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