CATANIA – Continua la mobilitazione dei dipendenti delle ex Province regionali siciliane in attesa della convocazione alla Presidenza dell’Ars per mercoledì 16 marzo. Anche a Catania, nella sede di via Nuovaluce, si è tenuta ieri una assemblea, in contemporanea con le altre sedi isolane, organizzata da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa e dalla Rsu, per fare il punto della situazione e individuare le iniziative da intraprendere.

La Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana ha accolto la richiesta delle segreterie regionali dei sindacati e le ha convocate per mercoledì 16 marzo, in concomitanza con l’avvio della discussione sul disegno di legge stralcio con le norme non discusse nella finanziaria regionale. Al Presidente dell’Ars e ai presidenti dei gruppi parlamentari sarà chiesto l’immediato inserimento all’ordine del giorno del disegno di legge 1070/A.

Il disegno di legge 1070/A, recepisce i rilievi mossi dal Consiglio dei Ministri alla legge regionale 15/2015 e la cui approvazione consentirebbe il definitivo varo della riforma. Benché esitato a dicembre dalla I Commissione per l’esame da parte dell’Aula, non è stato ancora calendarizzato per essere discusso e approvato dall’ARS.

Secondo le organizzazioni sindacali, «la situazione in cui versano le ex Province, ora Liberi Consorzi e Città Metropolitane, non è più sostenibile e richiede una risposta politica, a tutti i livelli istituzionali, adeguata e non più rinviabile se si vuole evitare il fallimento definitivo di tali Enti».

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa sottolineano che «la mancata riforma, nonostante un processo avviato anni fa con il contestuale commissariamento degli Enti, e il taglio dei finanziamenti sia da parte dello Stato che da parte della Regione, condannano le ex Province siciliane a un inesorabile dissesto con tantissime ricadute sulla tenuta occupazionale e sui servizi da erogare».

«Eppure tutti sanno benissimo che lo sblocco della riforma è necessario, oltre che per uscire finalmente dalla gestione commissariale e dare una governance politica e amministrativa agli Enti, anche per rivendicare i finanziamenti da parte dello Stato, prima che sia troppo tardi».

«In base alle risposte del 16 marzo – concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa – metteremo in campo eventuali iniziative di ulteriore mobilitazione, per dare dimostrazione a tutta la classe politica siciliana della determinazione del sindacato e di tutti i lavoratori a portare avanti la battaglia in difesa del servizio pubblico».

 

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