Ci siamo. Tra poco si apriranno le porte di quella che dovrebbe essere la manifestazione più importante, mondiali calcistici a parte, al mondo.
Si stimano quasi 12 milioni di visitatori tra esposizione e fuori Expo, per una media di 110 mila giornalieri.
Ogni Expo ha un tema comune da rappresentare e quello scelto stavolta è il “Cibo, Ambiente e Sviluppo Sostenibile” con lo slogan: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.
Anche se le aziende partner saranno Coca-Cola e McDonald.

Abbiamo sentito di tutto su costi, associazioni pro e contro Expo, abbiamo visto foto e, soprattutto, modelli in 3D che sembravano reali, intere trasmissioni parlarne e addirittura la squadra campione d’Italia mostrarne il logo sulle proprie maglie, ma quello che tutti ci chiediamo è: cos’è Expo Milano 2015?
Quelli che v’immaginano una grande fiera sono letteralmente fuori strada.
All’Expo non si venderà, eccetto che all’interno della Cascina Triulza, e negli spazi di beverage e food service, ma soprattutto non ci saranno i titolari d’azienda, ma i tanto bistrattati volontari che promuoveranno in maniera soft prodotti e tradizioni locali.

Ad esempio i Cluster, padiglioni grandi come piccoli conglomerati di palazzi dove all’interno si uniranno città, regioni o addirittura nazioni diverse come nel caso del Cluster Biomediterraneo di cui la Sicilia è capofila.Expo 2All’interno di esso, le aziende che hanno aderito tramite “manifestazione d’interesse” saranno presenti promuovendo i loro prodotti su monitor posizionati sui lati della piazza comune e, con alternanza tra nazioni del mediterraneo e regione Sicilia, i visitatori potranno degustare i prodotti gestiti da un piccolo spazio dedicato allo showcooking.

Le grandi aziende hanno aderito all’interno dell’incompleto Padiglione Italia, dove sarà possibile far assaporare direttamente i prodotti aziendali e si berrà solo birra del marchio Angelo Poretti, di proprietà del Gruppo Carlsberg, che avrà a disposizione uno spazio di 185 metri quadrati avendo pagato circa 800 mila euro e dovendo riconoscere l’8% sulle vendite a Expo S.p.A..
Prezzi alti, anzi altissimi, se si pensa che il progetto Expo è stato ampiamente pubblicizzato come “L’evento che farà definitivamente rialzare le aziende italiane”.

Altra nota dolente sono i lavori, che non saranno ultimati in tantissime zone entro l’apertura, anzi continueranno durante le visite e gli spettacoli che allieteranno le giornate dei visitatori che, tra l’altro, pagheranno per la sola visita giornaliera circa 40 €, più un extra per spettacoli “particolari”, come quelli organizzati dal Cirque du Soleil.

“No Expo” è uno dei gruppi di protesta che sta cercando di far boicottare l’evento con manifestazioni come “le 5 giornate di Milano” il cui slogan inneggiato è «Resistere al Capitalismo»Expo 3.

La città di Milano sta rifiorendo con l’apertura di tantissime attività che sfrutteranno l’immenso seguito turistico e di buyer portato dall’evento, ed inoltre le Regione e le Nazioni più lungimiranti hanno affittato per tutti i 6 mesi dell’Expo dei locali dove far conoscere anche realtà non attinenti al settore food.

Quello che si sa di certo e che gli sguardi di tutti saranno ancora una volta puntati sul bel paese. Saprà l’Italia far bella figura, dopo anni di flop, e riscattarsi?

Davide Di Bernardo

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