PALERMO – Se non fosse una faccenda estremamente seria, verrebbe quasi da sorridere: la Sicilia, terra da sempre flagellata dalla piaga della siccità, prova ad affacciarsi ad una vetrina importante come l’Expo di Milano e cosa si scopre? Che lo spazio ad essa dedicato è vittima di infiltrazioni d’acqua. Un vero paradosso, quasi un contrappasso.

Per cercare di venire a capo di questa spinosa situazione, Ignazio Messina, segretario nazionale dell’Italia dei Valori, ha presentato in Senato un’interrogazione parlamentare che denuncia le “imbarazzanti condizioni” e i “potenziali pericoli di stabilità delle strutture” del padiglione che ospita la Regione Sicilia all’interno del Cluster Biomediterraneo dell’Expo di Milano, struttura per la quale sono stati investiti circa 3 milioni di euro di risorse della Regione e 11 milioni di euro di fondi Ue.

Nell’atto parlamentare si legge che “le condizioni del padiglione, a cinque giorni dall’inaugurazione, appaiono semplicemente imbarazzanti, dal momento che quest’ultimo si presenta interessato da fenomeni di infiltrazioni d’acqua, e dunque, allagato e sporco di fango; le strutture non sembrano stabili e dunque appaiono potenzialmente pericolose; inoltre, la sua collocazione è scarsamente segnalata, quindi difficilmente raggiungibile. L’intero padiglione, per le pessime condizioni in cui si trova, sta ricevendo pochissimi visitatori”.

Nell’interrogazione si chiede dunque di sapere “se il Governo, e il Ministero competente, abbiano attivato procedure per accertare le responsabilità e garantire il ristoro dei danni sino ad oggi cagionati. Si chiede inoltre di conoscere quali interventi verranno adottati per rimediare a questo imbarazzante stato di cose che vede, al momento, il padiglione siciliano in un’infelice condizione dinanzi agli occhi del mondo”. 

“Molte imprese siciliane hanno aspettato questo momento per mettere in mostra i propri prodotti e far conoscere al mondo intero le nostre bellezze e invece ecco un nuovo fallimento della politica siciliana, incapace e non all’altezza del ruolo. Siamo fortemente amareggiati che tutti i buoni propositi del governo regionale si siano trasformati in un ennesimo spreco di denaro pubblico a scapito dei siciliani – dichiara il vice segretario regionale Idv e consigliere comunale di Palermo Paolo Caracausi – con l’interrogazione parlamentare vogliamo chiarezza e giustizia per i siciliani”.

Anche il Movimento Cinque Stelle insiste per sapere di chi sia la responsabilità, anche se già i loro esponenti individuano il colpevole nel Governatore, Rosario Crocetta: “Crocetta si è rivelato ancora una volta Re Mida al contrario, non ha nemmeno sfiorato l’Expo che l’ha distrutta, distruggendo soprattutto l’immagine della Sicilia nel mondo. Doveva essere una vetrina per l’isola è invece è si è rivelata un’urna cineraria. Noi, comunque, non ci meravigliamo, l’abbiamo detto in tutte le salse che sarebbe stato un fallimento e tale si è rivelato, addirittura prima di quanto avevamo immaginato. Ora non resta che raccogliere i cocci e tornare a casa con le pive nel sacco, cercando di salvare una parte dei soldi pubblici buttati in questo ennesimo buco nero. Chi ha sbagliato, però, deve pagare, siamo stanchi di tragedie e disfatte senza padri e senza colpevoli. Noi, dal canto nostro, come gruppo parlamentare non escludiamo un’ispezione a Milano a stretto giro di posta”.

Ad ogni modo, indipendentemente da chi sia il responsabile di tutto, una sola è la certezza che rimane a chi viene a conoscenza della vicenda. Certe volte il destino è veramente beffardo.

Teresa Fabiola Calabria

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