di Franco Liotta

Torino – «Nessuno dei grandi filosofi si è sottratto alle emergenze del proprio tempo […]. Nel momento in cui è in gioco non solo il destino del proprio popolo, ma anche quello dell’umanità e di gran parte della natura animata, essere indifferenti significa tradire la causa della filosofia». Ruota anche intorno a questa frase del filosofo Vittorio Hösle, il libro “Expo Milano 2015, Istruzioni per l’uso. Filosofia dell’ambiente, sviluppo sostenibile, multinazionali? (Armando Siciliano Editore)” un lavoro che attraversa il tema “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” cercando possibili collegamenti interdisciplinari spendibili nella didattica a partire dalla filosofia.

L’autrice Concetta Di Lunardo, è un’insegnante di filosofia e giornalista che collabora per varie testate e, da sempre, si occupa di politica e cultura, scrive stabilmente per il quotidiano telematico “di-Roma” e noi l’abbiamo incontrata dopo la sua presentazione al Salone Internazionale del libro di Torino.foto presentazione 2

Perché hai deciso di scrivere un libro su Expo, dando soprattutto un titolo che, già di per sé, sollecita chiarimenti?

Ti rispondo con Primo Levi: “Se non ora, quando?”, in realtà è da qualche anno che balena nella mia mente l’idea che scavare dentro l’evento potesse essere utile per trovarci qualcosa che va oltre la fiera del cibo. L’occasione è emersa durante l’organizzazione di un convegno in preparazione ad Expo, l’incarico di addetta stampa per un’agenzia di sviluppo siciliana è stato il primo approdo. Ho letto attentamente i documenti strategici propedeutici al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” e mi è sembrato che almeno sotto l’aspetto teorico venisse sollecitato un nuovo Umanesimo per salvare il pianeta… insomma evitare la deriva tecnocratica dell’evento era tra le preoccupazioni teoriche. Una sorta di riflessione sul rapporto uomo-natura presente nella storia del rinascimento italiano che mi ha filosoficamente affascinato.

Leggendo il libro si nota una presenza importante della scuola e di tutto ciò che ne costituisce il suo mondo, studenti, educazione e soprattutto della filosofia, come mai, è frutto di esperienza personale?

Sì, insegno filosofia in un liceo romano, il mio libro non avrebbe mai visto la luce senza i miei studenti né avrebbe avuto senso scriverlo senza i riferimenti filosofici che contiene. I miei studenti mi hanno dato energia in questo lavoro, abbiamo partecipato a convegni di ottimo livello in atenei expo-libro concetta13.45.15romani prestigiosi sul tema dello “spreco alimentare, sviluppo sostenibile etc.” insomma i temi della Grande Esposizione riaffioravano in modo ricorrente ed è stato necessario chiarire un evento così controverso che presenta al suo interno una serie di contraddizioni.

Allora, dal tuo punto di vista, com’è coinvolta la filosofia nello specifico?

La filosofia a partire dal naturalismo rinascimentale è una disciplina fondamentale per comprendere un percorso che progressivamente ha prodotto la fine del rapporto simbiotico tra l’uomo e la natura. Con l’affermarsi del dominio della tecnica, l’uomo si è reso artefice d’interventi tesi a far violenza alla natura, trasformando, per esempio, spazi naturali in ambienti sociali costruiti, che hanno portato, come ricordano le sfide poste da Expo Milano 2015, al collasso del pianeta. Mi è sembrato fondamentale intravedere nel naturalismo rinascimentale la genesi di un sano rapporto con il mondo esterno che a partire dalla filosofia di Telesio, fino ad arrivare a Giordano Bruno costituirà l’ultima occasione di convivenza empatica con il nostro habitat.

Un tema che Expo ha posto come fondamentale è “sfida fame zero”, ma come hai affrontato tale argomento?

Un quadro complesso e denso di contraddizioni, a partire dalla salvaguardia del Pianeta all’accesso alle risorse, comunque penso che la fame nel mondo, una piaga che coinvolge anche i paesi ricchi, sia determinata all’interno di spazi che sinergicamente determinano logiche funzionali alle diseguaglianze sociali. Se non fosse così, davvero non sapremmo come spiegare le contraddizioni per cui, secondo i dati dell’ultimo rapporto Fao sulla malnutrizione, da un lato ci sono 805 milioni di persone che soffrono la fame, dall’altro sappiamo che c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare.

Dopo la tua analisi così approfondita, pensi che Expo lascerà in qualche modo un’eredità positiva per il futuro?

Io me lo auguro davvero, Expo Milano 2015 certamente farà parlare molto di sé, nel bene o nel male, l’augurio è che sia una grande occasione di progresso da cui emergano idee per un mondo migliore. Ancor più importante sarà il condividere la visione che lega la sostenibilità ambientale e l’uguaglianza sociale. Diversamente rimarrà solo la presunzione di aver nominato inutilmente la parola “Umanesimo”.

 

 

 

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