di Davide Di Bernardo

Il 1° Maggio gli occhi del mondo sono stati puntati sull’Italia, più precisamente su Milano e sull’Evento che ogni 5 anni ridisegna il prestigio d’intere nazioni.

E stato così per la Cina che con Shanghai 2010 ha sottolineato il proprio predominio su tutti i settori non agricoli con un evento che ha fatto registrare record di presenze, incassi e potenza organizzativa.

Parliamo dell’Esposizione Mondiale, ovvero di Expo Milano 2015.

Il mondo ha visto l’immensa macchina organizzativa funzionare scricchiolante e partire tra incertezze e commissariamenti vari, ma ha cluster-biomed-dettaglioassistito anche alla figuraccia sfiorata dall’organizzazione Italia e pienamente realizzata da quella regione che aveva l’incarico di rilanciare la Dieta Mediterranea agli occhi del mondo, la Sicilia.

Unica Regione ad essere partner ufficiale di Expo, con un esborso non indifferente, oltre ad entrare all’interno del Padiglione Italia, la Sicilia ha avuto l’onere/onore di organizzare e lavorare come capofila per la realizzazione del Cluster Bio Mediterraneo, insieme ad Albania, Algeria, Egitto, Grecia, Libano, Malta, Montenegro, San Marino, Serbia e Tunisia.

Tra sporcizia, mancanza di collegamenti wifi e indicazioni per raggiungerlo, anche se limitrofa ad una degli ingressi, vistosi deficit organizzativi e quant’altro, il cluster ha addirittura rischiato di chiudere dopo solo 2 giornate.

Non che gli altri padiglioni se la cavino meglio, tra aperture posticipate e vetri che crollano sui visitatori, ma la totale mancanza di progettualità siciliana e la continua tendenza a scarica colpe e responsabilità ha fatto solo male all’immagine di un territorio che voleva rifarsi proprio grazie ad Expo 2015.maxresdefault

Di questi problemi e della situazione turistica italiana in generale abbiamo parlato con il Professor Mario Bevacqua, Vice Presidente Vicario UFTAA (Federazione Mondiale delle Associazioni delle Agenzie di viaggio) che negli anni si è distinto con iniziative promozionali come ad esempio UpSicily, portale nato per far conoscere le aziende locali nel mondo.

Cosa rappresenta l’Expo per l’Italia?

«Uno dei problemi è che in Italia ogni cosa semplicemente ben fatta diviene un “miracolo”, come è diventato l’Expo secondo il nostro Primo Ministro. Credo che questi “miracoli” siano costati troppo e non sono tali perché la pianificazione doveva avvenire da anni, da subito dopo i festeggiamenti per la vittoria del sito. Troppo tempo perso per ottenere i terreni, ciò ha fatto perdere interesse sull’evento e ha fatto si che a trarre vantaggio dalla sconfitta è stata proprio la città che ha perso la gara, ovvero Smirne! La città turca ha migliorato i propri servizi, aeroporto e metropolitana comprese, nello stesso lasso di tempo in cui qui ancora perdevamo a discutere. Gli italiani hanno ormai capito come appalti pubblici equivalgano a corruzione e le condanne non sono mancate, facendo divenire un investimento super produttivo, solo un’incredibile fotografia del marcio italiano per gli investitori stranieri che non investono più capitali sani in Italia. L’Expo ha fallito totalmente, nella sua parte iniziale, il voler diventare rilancio italiano, è solo un’esaltazione dell’effimero!»

Cosa pensa del tema scelto?

Credo che sia stato studiato molto bene. Il concetto sulla nutrizione del pianeta prende di petto tantissimi colossi mondiali ed il tema del consumo eccessivo di cibo solo per un 40% della popolazione mondiale, mentre la restante parte muore di fame è un tema degno di lode. Questo tema scivola ad oggi sull’ovvietà, con padiglioni stratosferici privi di contenuto e lontani dal tema che non è “dimostrare la propria potenza economica”. La Cina ha comprato tantissimi terreni fertili in Africa per coltivare prodotti per la propria popolazione, mario bavacquausufruendo proprio di questo disavanzo economico. Un po’ come i vignaioli siciliani che hanno acquistato terreni in Tunisia per mischiare il frutto a quello autoctono e creare vino DOC! Tutto mentre dalla Libia arrivano migliaia di immigrati che verranno sfruttati dai nuovi schiavisti e che oramai non riempiono più nemmeno i serbatoi dei gommoni, tanto li andiamo a prendere direttamente noi. Milano aveva intrapreso la strada giusta, ma del tema nessuno ne sta parlando»

L’economia sta trovando giovamento o ne avrà dal mega evento?

«L’Expo non doveva essere l’evento di Milano, ma doveva e dovrebbe ancora oggi portare turisti sulle Dolomiti, davanti al Colosseo, in posti che esistono da sempre e che sono fermi per il malfunzionamento della macchina Italia. Cosa succederà dopo il 31 ottobre? Se un progetto viene portato avanti in stato d’emergenza non si può pianificare nulla, come si pensa di far risorgere la nazione dalle ceneri?»

La Sicilia ha il proprio Cluster e lo spazio all’interno del Padiglione Italia, avrà dei vantaggi?

«Dal caos italiano, la Sicilia, con la scelta fatta, altro non combinato che un caos ancora maggiore. Addossandosi costi esorbitanti per non trarne vantaggi reali. Non entro nei meriti di ciò che è accaduto, ma vorrei sapere chi sono i responsabili e perché non si sia andati prima a verificare le mancanze riscontrate solo all’apertura. Chi investe 3 milioni va nei luoghi del Cluster minimo una settimana prima, e la responsabile, l’assessore Linda Vancheri, coordinatrice per le attività siciliane all’Expo, doveva vigilare su tutto, non solo sulla parte interna al Padiglione Italia. Se consegnano solo il giorno prima non si può partire in tempo. Manca il concetto di cosa dev’essere fatto per la Sicilia. “Gli acroliti” sono inutili se esposti senza dare un seguito sui luoghi del ritrovamento, dell’esposizione permanente. Per far capire come i “dilettanti allo sbaraglio” procedano, ci è stata inviata dalla Camera di Commercio di Catania la richiesta di una Manifestazione d’Interesse, in caso si volesse promuovere la propria attività ad Expo, e ci pensano solo ad Expo iniziato?! Anche se lo105144690-9e06d3e9-186d-407e-bec3-1b70439e4b11 spazio sarà disponibile solo a settembre, perché non avete interpellato le aziende prima, così da vedere quali idee ed iniziative potevano far parte del progetto complessivo, sempre che esista»

Quali iniziative le sono sembrate più opportune?

Quelle effettuate nel cuore di Milano, dove arriveranno tutti i visitatori che andranno ad Expo, ma che non dovranno spendere nulla per visitare le strutture e prendere contatti diretti. L’Angola col progetto: presentazione del mercato e delle prospettive di business, ha sede a Milano ed ha contattato da mesi tantissimi buyer, proprio per far conoscere le proprie aziende e realtà. In maniera più piccola hanno fatto alcune regioni italiane, alla Sicilia hanno dovuto pensare i privati, ed è difficile in un momento come quello che stiamo attraversando, ma credo che la strada giusta sia questa: imprenditori che pensano agli imprenditori. Così doveva essere progettata tutta l’esposizione universale.»

Davide Di Bernardo

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