ListenerDal tonno alle mandorle, dalle verdure di stagione alle fragole: partendo come sempre dalla scelte delle materie prime e rispettandone identità e legame con il territorio, lo chef Salvatore Vicari ha rappresentato la città di Noto ad Expo Milano 2015, con un cooking show e una cena che sono stati occasione per raccontare storie, ricette, segreti, aneddoti gastronomici. E, naturalmente, per dare al pubblico non solo un assaggio dei grandi classici della tradizione, ma soprattutto dell’interpretazione, nell’ambito di una cucina contemporanea e di ricerca, dello straordinario patrimonio di prodotti di qualità ed eredità dei saperi culinari di cui Noto è custode.Listener-2

Con la collaborazione dello chef Giovanni Fichera, scelto dal Gal Eloro per la missione territoriale nel programma del Cluster Bio Mediterraneo, Salvatore Vicari ha voluto puntare su piatti che potessero essere effettivamente rappresentativi di questo suo approccio alla cucina, cercando di non tradire le attese del pubblico rispetto all’appuntamento con una città che esprime tanta ricchezza naturale e Listener-6culturale, di cui ogni piatto inevitabilmente diventa testimone: “Tra il cooking show e la cena che abbiamo avuto occasione di regalare al pubblico di Expo – racconta Vicari – e che ci hanno sorpreso innanzitutto per la partecipazione e l’attenzione di coloro che sono stati i nostri ospiti, abbiamo voluto regalar loro un’esperienza non banale, non scontata. Abbiamo cercato davvero di suscitare un’emozione semplicemente richiamando attraverso i nostri piatti la semplicità delleListener-4 suggestioni che il nostro territorio regala a chi lo visita attraverso l’incontro con la bellezza: quella impareggiabile che ci circonda, dal mare alla campagna, e quella del lavoro e dell’ingegno dell’uomo”.

Così sono arrivati all’assaggio degli ospiti piatti come lo sgombro preparato con ricotta al limone, crema di peperoni arrosto e mandorle tostate, il tonno accompagnato dalla confettura Listener-5di cipolle rosse in agro e le tenerezze di zucchina estiva, una granita espressa di fragoline di Noto e menta, ma soprattutto i biscotti di mandorla: “Non poteva non essere questo – spiega ancora Vicari – il primo dei piatti che mi è venuto in mente di preparare quando sono stato invitato a cucinare ad Expo. Le mandorle romane di Noto, così delicate e intense e non a caso presidio Slow Food, sono forse il prodotto che meglio rievoca i profumi della nostra terra e non a caso sono da sempre, dagli arabi alle cucine conventuali, le protagoniste assolute della pasticceria siciliana. E proprio questi biscotti, che oggi prepariamo cercando di cogliere e rispettare l’essenza di una materia prima così straordinaria, riescono con assoluta semplicità a raccontare anche l’essenza della nostra identità e della nostra cultura”.Listener-3

Salvatore Vicari
Nato e cresciuto a Noto, accolgo ogni giorno i miei ospiti nel Ristorante che dieci anni fa ho aperto insieme a mia moglie, in un vicolo all’ombra di Palazzo Nicolaci, a due passi dalla via che ospita l’Infiorata. La passione per la cucina è nata con me e si è intrecciata sin da piccolo, ai profumi domenicali della campagna di mia nonna e delle pozioni magiche che uscivano dalla sua cucina di ghisa francese, alimentata a legna. Quella vocazione iniziale è stata per me così forte che, nonostante la laurea in Giurisprudenza, ho deciso di seguire il mio cuore e di dedicarmi alla ricerca sulla cucina della mia terra, da autodidatta, ma con accanto l’esempio del Maestro Corrado Assenza, da cui – non senza fatica – ho appreso non le tecniche né lo stile ma solo un insegnamento fondamentale che oggi è la regola numero uno della mia cucina: la natura ci offre già tutto, il nostro lavoro dev’essere solo quello di cogliere l’essenza di ogni materia prima allo scopo di rispettarla e valorizzarla nel piatto, partendo dal basilare principio della stagionalità e dalla conoscenza diretta di ogni prodotto e di ogni produttore.

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