Tutti gli articoli letti sinora che trattano della riuscita o meno dell’avventura siciliana ad Expo, trattano di ciò che è avvenuto all’interno dei cosiddetti “Cluster”.
Ma cos’è un cluster?

Per tutti coloro poco afferrati sul tema, ma anche per coloro che sanno tutto sull’esposizione universale, ma non hanno capito di cosa si occupa al suo interno la nostra regione, state tranquilli.
Gli organizzatori dell’evento hanno iniziato a capirci qualcosina solo nelle ultime giornate!

I cluster all’interno di Expo sono nove, dedicati a paesi, regioni, o città che hanno in comune una caratteristica agricola o geografica, o che anche autonomamente rappresentano durante i 180 giorni un tema comune.
Questa rappresenta una novità rispetto ai passati Expo che avevano sempre raggruppato i partecipanti ai cluster secondo criteri prettamente geografici, ma stavolta visto il tema affrontato, queste aree sono progettate per essere espanse ad ulteriori padiglioni nazionali, creando veri e propri percorsi tematici.

Tre dei cluster sono caratterizzati da un itinerario tematico, mentre gli altri sei sono legati a prodotti o filiere alimentari specifiche:

• Identità tematica:
1 Zone Aride – L’agricoltura e l’alimentazione nelle zone aride
2 Isole, mare e cibo
3 Bio-Mediterraneo – Salute, bellezza e armonia

• Filiera alimentare:
1 Riso – Abbondanza e sicurezza
2 Caffè – L’energia delle idee
3 Cacao e cioccolato – Il cibo degli dei
4 Cereali e tuberi – Vecchie e nuove colture
5 Frutta e legumi
6 Spezie – Il mondo delle spezie

In realtà, seguendo quanto indicato da Expo S.p.A., i cluster sono i polmoni tematici dell’intera struttura e da essi partono i contenuti che si svolgono nelle aree limitrofe.

biomediterraneum_cluster_NLa Sicilia si è in questi mesi pregiata di essere l’unica regione italiana indicata come “partner ufficiale di Expo’15″, purtroppo tutto questo sfarzo è stato pagato al duro prezzo di figuracce rimediate già in diverse occasioni.
Tutto ciò sin dall’apertura del padiglione, con allagamenti e sporcizia varia dovuta ad una copertura solamente solare e all’avvenuta consegna dello stesso solo ad un giorno dall’inaugurazione, ma soprattutto per via di una scorretta comunicazione sul sito che appare esternamente come un capannone industriale ricoperto solo da cemento grigio e scritte in “ARIAL”, senza ne insegne o foto, o altro che richiami la “mediterranetà” del luogo.

Alcuni hanno puntato sulla forza attrattiva che avrebbe dovuto avere “l’Albero della Vita” posto accanto al padiglione, senza attenzionare che anche se entrassero un trilione di visitatori, e “non solo” i dodici milioni promessi da Alessandro Rosso, tutti vedrebbero un edificio senza ne richiami ne insegne a indicare ciò che contiene il suo interno.

Ma cosa si potrebbe vedere nell’ “inside cluster”?attachment-3
Inizialmente, secondo uno degli ex addetti all’area comune, si era pensato di riprodurre in maniera innovativa, quello che é il famosissimo mercato di Ballarò a Palermo, ma l’idea venne bocciata perché l’area doveva obbligatoriamente essere lasciata per la maggior parte libera, motivo per cui sono stati realizzati solo dei chioschetti dov’è possibile veder cucinare alcuni piatti tipici o far conoscere i prodotti locali esposti, tutto, naturalmente, a pagamento.
image73-581x330Una sorta di piccolo punto vendita di alcune “selezionatissime” aziende siciliane che costa ai contribuenti, solo per l’affitto della location, più di 3 milioni di euro!

Purtroppo a causa della scelta dell’Assessorato preposto alla gestione, la narrazione dei sapori siciliani é caduta sull’alternanza dei prodotti regionali divisi per zone di competenza, come ad esempio le isole, il palermitano, etc…attachment
L’organizzazione sembra quella ad aver lasciato più a desiderare e le foto del responsabile con “scopa e paletta” durante l’inaugurazione hanno girato il mondo, e fatto nascere alcune leggende, e come tali vanno prese, sul sito come quella sulle “Busiate al tonno di Favignana”.

Secondo alcuni addetti, il buonissimo piatto doveva essere preparato da uno dei più importanti chef siciliani che, una volta arrivato sul luogo, ha sgradevolmente scoperto che a mancare era proprio il tonno!
La lunga corsa al vicino ad un punto vendita esterno, solitamente utilizzato dai grandi ristoratori, ha sistemato la situazione.
Tutti, o comunque quei pochi che hanno avuto la curiosità di entrare nel cementificato padiglione, hanno potuto assaggiare le buonissime “Busiate al tonno di Favignana”… solo che secondo voi in un centro commerciale sito alle porte di Milano è possibile acquistare il saporitissimo tonno nostrano?
attachment-1Certo che no!
Infatti, i visitatori hanno assaggiato il “forse buonissimo” piatto di “Busiate al pesce spada della Metro di Milano”!
Tutto per puntare sulla riscoperta dei veri sapori siciliani!

Grazie al cielo, e a tantissimi soldi pubblici e privati, la Sicilia sarà presente anche con altre iniziative all’interno del Padiglione Italia, con progetti come quello annunciato qualche giorno fa a Siracusa:
<< “L’Antico mercato di Ortigia sarà, infatti, una delle “piazze vetrine” scelte per la promozione delle eccellenze siracusane e della Sicilia orientale nell’ambito del progetto “Sicilia madre terra”, coordinato dall’assessorato regionale alle Attività produttive e collegato ad Expo 2015. L’annuncio è stato dato stamattina dal sindaco, Giancarlo Garozzo, in occasione della conferenza stampa di presentazione tenuta alla Camera di commercio e alla quale hanno partecipato l’assessore regionale Linda Vancheri, il presidente della Camera di commercio di Siracusa, Ivan Lo Bello, e i rappresentanti istituzionali di tutti gli altri soggetti coinvolti. “Sicilia terra madre” abbraccia 5 province siciliane (Siracusa, Catania, Ragusa, Caltanissetta ed Enna); nella vetrina di Siracusa, oltre a quelle dell’intera provincia, confluiranno le eccellenze di Ragusa e Catania, che a loro volta ospiteranno i prodotti siracusani.
“Sicilia madre terra” ha lo scopo di intercettare i visitatori che in questi mesi si recheranno a Milano e, tra questi, soprattutto gli operatori commerciali italiani e stranieri con i quali si stanno avviando i contatti.” >>attachment-2

Quindi, tornando al cluster, la parte organizzata è stata affidata non a super esperti in fatto di marketing o comunicazione, ma a GAL e GAC.
Cosa sono?
Per questo dovrete leggere gli articoli dedicati a “Il bellissimo fotomontaggio della Sicilia” che parleranno proprio dell’organizzazione operativa della struttura partita ufficialmente 02af5af55497486be849865c69baca9col bando di selezione Aziende del novembre scorso.

Nel frattempo, quanto scritto sinora fa intendere che dalla Regione Sicilia, il cluster non è stato strutturato per essere visionato una sola volta, ma ogni qual volta viene cambiata la provincia o il tema, ovvero almeno nove volte a cadenza pressapoco quindicinale.

La domanda che sorge spontanea è: “Qualcuno riuscirà a vedere qualcosa della Sicilia, oltre al suo disordine?”

Davide Di Bernardo

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