CATANIA – “Spesso pensiamo che le cose migliori stiano solo fuori dal nostro Paese: al contrario, qui ci sono tantissime realtà che non sono neanche conosciute. Il nostro obiettivo è quello di dar loro spazio per crescere e svilupparsi al meglio”, questa la “mission” di Alessandra Ambra, presidente di Expo Food and Wine, fiera internazionale del buon cibo e del buon vino, rigorosamente made in Italy, che si terrà per il terzo anno consecutivo a Catania.

L’evento, presentato nella giornata di ieri presso la sala Harpago e moderato da Francesco Lamiani, si svolgerà dal 26 al 28 novembre al centro fieristico Le Ciminiere e vedrà la partecipazione di buyers internazionali ed esperti di mercato globale del settore che, per tre giorni, approderanno in quella che sarà una vera e propria “capitale del gusto”. Ed è bene ricordare che, in quanto a pietanze e tradizione, la città etnea è seconda solo a poche. L’internazionalizzazione, si diceva, prima di tutto: la possibilità di dar visibilità a chi, viste regole e logiche spesso difficili, non riesce ad emergere. “Vogliamo creare un punto di riferimento nel nostro Paese e portare avanti le eccellenze che abbiamo: per far respirare il territorio bisogna far venire operatori da fuori, e non uscire dai confini”, spiega Ambra. “Nel corso dell’anno ci siamo impegnati parecchio per stringere accordi diretti con aziende straniere per dare l’opportunità a quelle siciliane di entrare in mercati inaccessibili, anche per via di regole diverse dalle nostre”, afferma.

Tra un sorso di vino e l’altro, poi, il presidente di Expo Food and Wine racconta il percorso che ha portato la fiera alla terza edizione: “Nel 2014 fu un parto trigemellare – scherza – : nessuno credeva in questo progetto, e ci fu una grande fatica dietro la realizzazione dello stesso. In tre giorni, però, abbiamo raggiunto tredicimila visitatori, con ben cinquanta aziende partecipanti: fu un grande impatto, ma noi abbiamo continuato a lottare”, continua Ambra. “I numeri dello scorso anno (centoventi aziende e diciassettemila visite) confermano: abbiamo deciso di dare un taglio differente al prossimo evento, creando una vera e propria rete tra i membri”. E l’amministrazione locale come ha risposto? “E’ indubbio che tutto ciò crei un indotto importante: è una vetrina che dà ampio respiro anche alla città stessa. Nel corso delle tre giornate saranno presenti diversi assessori, e per il resto… siamo in attesa”, sorride, con un po’ di speranza. Da sottolineare, inoltre, l’aspetto benefico della fiera: “Ciò che verrà preparato, naturalmente in buone condizioni, verrà consegnato al banco alimentare della Caritas. Ma non solo: siamo vicini ai terremotati, per questo motivo abbiamo deciso di aderire al progetto “I love Norcia” per il rilancio delle zone colpite dagli ultimi sismi”.

Come funziona? L’iniziativa, lanciata da gruppo di imprenditori ad agosto in occasione del primo terremoto, è diventata un fondo onlus rivolto alla ricostruzione e alla rinascita di un’intera comunità ferita, attraverso l’azione di un comitato che visionerà passo dopo passo l’iter operativo. Evitando ogni possibile speculazione. In ogni caso, l’incontro alla sala Harpago è stato un piacevole “aperitivo” tra amici che, tra qualche risata e un boccone, hanno affrontato tematiche importanti. In particolare, il “padrone di casa”, Gino Astorina, ha raccontato il suo rapporto con il cibo, con la sua solita vena umoristica, sia chiaro: “Non so come si cucina, a dire la verità, ma sono coinvolto in quanto destinatario. Per noi siciliani parlare di pietanze e vino è la cosa più bella in assoluto. Durante la mia vita ho solo subito rimproveri: da piccolo perché mangiavo poco, e da adulto perché mangio troppo. Adesso è cambiato lo stesso modo di vedere il cibo: c’è il finger food…”, scherza. “Perché presentare l’Expo qui? Chi conosce la sala Harpago sa come funziona: il nostro primo momento di aggregazione è rappresentato dal vino e dai biscotti, è un teatro diverso. Ed è l’emblema di quanto si possa star bene mangiando”, spiega. In compagnia: gustando ogni piatto, ma non troppo. Il giusto, diciamo. Made in Italy, se possibile.

Antonio Torrisi

Nella foto Alessandra Ambra con il suo staff e Gino Astorina, che ha ospitato la conferenza stampa.


-- SCARICA IL PDF DI: Expo food and Wine, Alessandra Ambra: "Creare rete internazionale tra aziende italiane e straniere" --


Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata