di Anita Rapisarda

CATANIA- Catania capitale del gusto? Sì grazie all’evento Expo Food and Wine, il Salone del buon cibo e del buon vino organizzato da SIEF Italia, nel centro fieristico le Ciminiere di Catania. Presente nelle tre giornate dell’agroalimentare anche l’A.I.C. (associazione italiana celiachia) nata nel 1979 su iniziativa di alcuni genitori di bambini celiaci, anni in cui la celiachia era poco conosciuta. L’AIC dal 2000 ha sviluppato un progetto specifico dedicato alla ristorazione fuori casa, e sabato alle ore 18,30 vi è stata la presentazione del ricettario dal titolo: “Celiaco? Prego, si accomodi. Celiachia e turismo accessibile”, a cura di Giuseppina Costa e Antonio Iacona. La presentazione del libro ha visto gli interventi, della presidente regionale di A.I.C. Sicilia, Giuseppina Costa, della rappresentante di Civita srl, Nanda D’Amore, del presidente dell’Associazione provinciale cuochi etnei, lo chef Seby Sorbello, e della responsabile nazionale dell’Area Food per A.I.C., Susanna Neuhold. Presente all’incontro anche Gioacchino Bonsignore giornalista e direttore della rubrica Gusto TG5 che ha sottolineato come “la Sicilia è una stella nel panorama internazionale per quanto riguarda i prodotti tipici, la cucina, la salubrità dell’alimentazione, quindi come prima edizione ci dobbiamo augurare che questa manifestazione continui perché una città importante con un crocevia di culture di saperi e sapori come Catania non poteva non avere questo tipo di appuntamento, tra l’altro in un luogo così suggestivo come le ciminiere, dunque anche nel cuore della città. Credo che questo potrebbe diventare un appuntamento vetrina di centinaia e centinaia di eccellenze, che sono prima di tutto sul territorio siciliano, mi basterebbe vedere le eccellenze del territorio catanese e della provincia catanese, che già sarebbero sufficienti a riempire un salone grande dieci volte questo. Per quanto riguarda la celiachia è un modo di alimentarsi in maniera diversa, come per esempio persone che scelgono di essere vegetariani, vegani, crudisti, ci sono le religioni come quella ebrea e musulmana che dettano delle regole alimentari”. L’incontro è stato moderato dal giornalista Antonio Iacona. Il celiaco era visto fino a qualche anno fa come un alieno, e da qui nasce l’esigenza di una continua formazione da parte degli chef di formarsi, poiché fino a qualche anno fa era impensabile per un celiaco mangiare fuori casa, da qui la collaborazione tra AIC e la federazione cuochi etnei per un turismo accessibile a tutti, perché la celiachia non è una malattia, bensì una condizione dell’individuo che può e deve essere superata, e vissuta nel migliore dei modi perché il celiaco non è un malato, ma un cliente speciale. Come ci sottolinea lo chef Seby Sorbello “la collaborazione tra AIC e la federazione italiani cuochi è importante perché il nostro fine dopo tutti le collaborazioni vede un inizio ma non una fine, ma soprattutto un fine, che è quello di professionalizzare i cuochi a saper fare il senza glutine con semplicità”. Presente come espositori all’interno delle ciminiere l’unica pasticceria salutista e gluten free l’industria dolciaria kebontà, e come ci sottolinea il titolare dell’azienda Marcello Pulvirenti “la nostra azienda kebontà tratta dolci mousse ed altro esclusivamente a – 20 con lavorazione senza glutine e senza grassi idrogenati. Siamo un’azienda giovane, di recente abbiamo partecipato a Rimini alla fiera nazionale del settore senza glutine, e siamo contenti di partecipare a questa manifestazione food and wine, siamo orgogliosi dei nostri prodotti, che sono certificarti dal ministero della salute. Mi dispiace soltanto che siamo l’unica azienda presente del settore gluten free, o ci crediamo troppo noi, o gli altri non ci credono”.

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