Palagonia – Durante la perquisizione ad un rifugiato risiedente all’interno del contestassimo C.A.R.A. di Mineo, effettuata per via di un Paesaggio-Palagonia-Ct-400x215cellulare, una videocamera ed un computer sospetti, la Polizia ha scoperto che i proprietari di tali oggetti erano stati uccisi durante la notte.

Due anziani settantenni, Vincenzo Solano, 68 anni e Mercedes Ibanez, 70 anni, di origini ispaniche, sono, infatti, stati ritrovati assassinati nella loro casa di Palagonia, in provincia di Catania, lui sgozzato e la donna lanciata dal balcone.

Telefonando all’ultimo numero contattato dal cellulare sequestrato, quello di una delle figlie della coppia, residente a Nord Italia, il Nucleo Operativo dei Carabinieri di Palagonia ha ottenuto l’indirizzo dei defunti.

Il movente del duplice omicidio, secondo le indagini preliminari, sarebbe proprio la rapina avvenuta nella notte.

Per l’inchiesta, coordinata dal procuratore della Repubblica di Caltagirone, Giuseppe Verzera, si sono attivati gli investigatori della squadra mobile della Questura di Catania e del commissariato di Caltagirone.

Un piccolo paesino, Palagonia, che dista appena 45 km dalla grande metropoli catanese, ma che è stata tra le prime ad essere colpite dal lato oscuro del “centro d’accoglienza” di Mineo e che ha subito negli anni l’abbandono delle istituzioni politiche che tanto avevano contribuito a rendere la cittadina un luogo di grande prosperità economica, soprattutto grazie all’”oro rosso”, le arance.

La popolazione palagonese negli anni è diminuita notevolmente, lasciando il paese popolato per la maggiore da pensionati e over-cinquantenni.

Questo abbandono è evidente anche nei paesini limitrofi, tra cui Mineo, che sono diventati forti ricettacoli per gli extracomunitari che utilizzano il “centro d’accoglienza” solo come albergo notturno, vista la semplicità, dichiarata da molti, nell’entrare ed uscire dal suo interno, evidente durante le afose giornate estive per via del numero consistente di migranti che è possibile incontrare sulla S.S. 417 Catania – Gela.

Intervistati sull’argomento, alcuni cittadini hanno sottolineato come la grande massa di extracomunitari presente sul territorio non abbia mai creato disagi e, pur ammettendolo con riserva, hanno avuto un grosso peso nel mantenimento a livelli bassi del prezzo degli agrumi, cosa che reso possibile la vendita degli stessi in piattaforme altrimenti dominate da prodotti africani o spagnoli.

<<La paura è sempre presente>> – affermano alcuni contadini del luogo – <<la sera è come se vigesse il coprifuoco, dopo le 21:00 il paese diventa una città dell’Africa ed in giro si vedono solo persone di colore>>.

Sull’assassinio compiuto a danno dei due pensionati, il parere sembra essere comune: “Si sapeva che per disperazione qualcuno sarebbe arrivato a tanto!, prima o poi”.

Davide Di Bernardo

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