Fabrizio Pizzuto: “Nel 2017 la terza serie del Giovane Montalbano”

Fabrizio Pizzuto racconta il suo Catarella

di Elisa Guccione

PALERMO- Lunedì prossimo andrà in onda l’ultima puntata della seconda serie de “Il Giovane Montalbano” su Rai Uno, poco prima che tutta Italia sappia cosa accadrà al commissario e ai suoi uomini incontriamo Fabrizio Pizzuto il simpatico e pasticcione Catarella. Travolti da un uragano di allegria e gioia, in un piccolo bar del centro accerchiati da una folla di curiosi in cerca di un selfie, chiacchieriamo con l’attore palermitano scoprendo alcuni divertenti retroscena della fortunata fiction.IMG-20151013-WA0000

-Si nota una crescita importante e particolare del suo Catarella o sbaglio?

“È vero. Il personaggio adesso è più intimo, ha molte facce e non è solo comico. Il regista Tavarelli, insieme allo sceneggiatore Francesco Bruni e Andrea Camilleri, si è soffermato molto su questo ruolo ed è sicuramente migliorato”.

-La serie de “Il giovane Montalbano” non subisce il peso del naturale confronto con “Il commissario Montalbano”. Ci spiega il successo di queste nuova edizione?

“Si svolge in un periodo storico diverso. Siamo nei primi anni novanta e i protagonisti sono tutti più giovani e frizzanti e vivono le situazioni diversamente. Tutti abbiamo lavorato con grande libertà e rispetto alla pima edizione siamo più consapevoli delle nostre qualità. In questa seconda serie, secondo me, siamo anche più bravi. Un applauso grande va a tutti gli straordinari attori siciliani che hanno reso questa fiction ancora più bella. Nulla è stato lasciato al caso”.10733733_10206731767151510_8448600524841617120_o

-E siete stati così bravi da superare il confronto con mediaset che per osteggiarvi ha mandato in onda il Titanic

“È vero, lo abbiamo fatto affondare in maniera definitiva. (ride) Siamo felici del risultato. Ogni puntata è stata un successo superando la soglia degli oltre cinque milioni e settecento mila telespettatori a serata. Siamo stati sempre primi tra gli ascolti e stiamo ancora crescendo e poi diciamolo … i siciliani vincono sempre”. (ride)

-Ci racconta come si è svolto il provino e com’è diventato il simpatico Catarella?

“Dopo ben cinque provini ho saputo che il ruolo sarebbe stato mio. È stato un travaglio molto lento, come quando andavo a scuola (ride) Ho sentito subito l’anima di Catarella, ci siamo compresi immediatamente, facendo cabaret da oltre venticinque anni e lavorando sulla mimica ho semplicemente adattato  il linguaggio di Camilleri con le frasi tormentone come “dottore, dottore oppure di pirsona pirsonalmente”. Un grande merito va al regista che mi ha guidato per far uscire le parti più intime del ruolo, perché io avevo la tendenza ad esagerare sull’aspetto comico”.10346054_10203439469806134_2477072933780042206_n

-Ci racconta qualche momento del backstage?

 “Da qualche anno mi sono avvicinato a Medjugorie e tra una pausa e l’altra cerco sempre di fare il rosario ed ogni tanto mentre gli altri colleghi entravano nel camerino mi trovavano disteso nel divano e mi chiedevano se stessi riposando. Ed io rispondevo: “No prego, sto facendo il rosario”. Abbiamo giocato su questa cosa e sulla mia conversione in maniera gioiosa e amichevole”.

-E allora possiamo dire, scherzosamente, che ha avuto una grande mano d’aiuto direttamente dai piani alti …

(ride)

“Sicuramente. Anche durante i provini penso che Dio mi abbia aiutato, perché al terzo provino quello con il regista mi accorgo, due ore prima dell’esibizione, aprendo l’email, che il pezzo da recitare era stato cambiato improvvisamente. Ho fatto tutto quello che ho potuto ed ho studiato come un matto anche durante il tragitto. Appena è arrivato il mio turno mi sono affidato al Signore dicendo nella mia mente: “Se vuoi che ottenga questa parte aiutami”.10931572_10204841809223743_2110598978781454343_o

-Lei è professore di educazione fisica abilitato. È stata utile questa sua qualità per dare vita ad alcuni capitomboli di Catarella sulla scena?

(ride)

“Sono stato bravo a volare giù dalle scale. Ancora mi chiedo come sia stato capace a rialzarmi dopo quella botta”.

-Fabrizio Pizzuto, però non è solo l’esilarante Catarella. Si appresta a festeggiare un traguardo importante con “I Tre e un quarto” …

“Quest’anno festeggiamo i venticinque anni di carriera e stiamo portando in giro uno spettacolo che racconta la nostra storia. Ho iniziato a lavorare come istruttore sportivo nei villaggi con mio fratello e Sergio Vespertino, compagno di lavoro fino al 2000. Un giorno abbiamo deciso di portare la nostra ironia e comicità anche fuori dai villaggi vacanze e iniziarono così i nostri spettacoli nei locali di Palermo che hanno segnato gran parte della storia del cabaret palermitano”.IMG-20151013-WA0002

-Parliamo di Cinema …

“Il mio battesimo cinematografico avviene con “Il Principe e il Pirata” con Pieraccioni. Per chi, come me, ha deciso di restare a Palermo fare cinema o televisione è più difficile, ci vuole molta pazienza e un po’ di fortuna ma sono felice di essere rimasto. La gente si ricorda di me come il marito tradito di Sconsolata ne “Il paradiso all’improvviso”.

-Ma non dimentichiamo “Baaria” di Tornatore

“È stato un piccolo cameo. Un bella esperienza”.206738_1023181178501_3203_n

-La rivedremo di nuovo sul grande schermo?

“L’estate scorsa ho girato un film, “Seven days”, di Rolando Colla che dovrebbe uscire in Europa nel 2016. È una produzione italo svizzera che, forse, sarà distribuito anche in Italia. Interpreterò un personaggio completamente diverso da Catarella”.

-Ha fatto Teatro, Cinema e Televisione. Cosa vorrebbe fare se avesse la possibilità di scegliere?

“Sogno un film d’azione alla James Bond”

476678_3119573146990_1787503421_o-Prima di congedarci, possiamo rassicurare i nostri lettori che ci sarà una nuova serie de “Il giovane Montalbano”…

“È prevista una nuova serie entro il 2017, ovviamente dipenderà da molte cose ma tutta la squadra è pronta a ridare vita alle storie del commissariato di Vigata” .

-Il saluto di Fabrizio Pizzuto ai nostri lettori di Siciliajorunal

“Un grande abbraccio e speriamo di vederci di pirsona e pirsonalmente

Elisa Guccione

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