Per Enzo Bianco è “esempio di solidarietà che ci rende orgogliosi”. Si parla ancora di Fabrizio Pulvirenti, medico catanese di “Emergency” guarito dal virus Ebola che il primo febbraio sera, alla presenza di autorità civili, militari e religiose, riceverà la “Candelora d’oro”, la più alta onorificenza della città di Catania. Ottomila morti solo in Sierra Leone, ma lui trasportato in Italia, ce l’ha fatta.

Coraggioso, fortunato e “altruista” Pulvirenti dato che il suo sangue verrà inviato in Sierra Leone per curare i malati in terra d’Africa. Bianco è rimasto colpito anche dalla «modestia» del medico che si è definito «soldato ferito in battaglia», espressione che non è piaciuta a Gino Strada, fondatore di “Emergency”. Ma qui non ci sono «eroi» solo uomini al servizio di altri uomini.

L’anno scorso il premio era andato all’astronauta Luca Parmitano. Prima della cerimonia sindaco e arcivescovo monsignor Gristina procederanno alla rituale accensione della lampada votiva, in onore di sant’Agata.

A proposito dell'autore

Giornalista e saggista

Marco Iacona, giornalista e saggista. Siciliano non per colpa sua. Autore di sei volumi dal colonialismo italiano all’éra pop passando per il Sessantotto. Il settimo è in arrivo. Conosce Trento, Trieste, Bologna, Milano, Bergamo, Asti, Roma, Firenze, Pisa, Genova e Venezia. Non è mai stato ad Amalfi. Preferisce i fumetti a Nietzsche e Nietzsche a Hegel. Studia la destra ma preferisce Woody Allen. Ama l’opera lirica, la Callas e Pasolini. Ha vissuto quarant’anni in Sicilia e quattro in Piemonte. Nel 2010 ha riattraversato lo Stretto non per nostalgia.

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