C’è la crisi, il lavoro manca, ecc. ecc. ecc. In realtà le cose non stanno proprio così. Nei Paesi industrializzati, tra cui l’Italia, le offerte di lavoro superano complessivamente i 12 milioni; solo nella Penisola esistono 1.339.730 posti vacanti, dislocati in gran parte nelle regioni del Settentrione: Piemonte, 78.200; Lombardia, 397 mila; Veneto, 280.800; Emilia Romagna, 88.500. Nel Centro Italia le offerte diminuiscono: Marche, 11.600; Abruzzo, 8.800; Lazio, 205.400. Al Sud i dati risultano essere i meno confortanti tra tutti: Campania, 77.300; Calabria, solo 580; Sicilia, 18.800.

F4JL’analisi qui riportata non prende in considerazione la totalità delle regioni italiane, ma le più significative sotto il profilo demografico e socioeconomico. Qual è la fonte? Qualcuno starà pensando all’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). No, si tratta di una società che della richiesta di un impiego ne ha fatto il suo lavoro; il nome è Face4Job ed è stata fondata da un italiano, Alessio Romeo, il quale, in un’intervista al Corriere della Sera, spiega: «Face4Job rivoluziona la dinamica di domanda e offerta, in una logica di matching diretto e non mediato: i candidati offrono il proprio talento e le imprese lo ricevono». In pratica, non un portale di annunci, né un social network, bensì un motore di ricerca in grado di far incontrare i protagonisti del mercato. La piattaforma in questione, dopo la registrazione e l’inserimento delle proprie peculiarità, attraverso sofisticati algoritmi, riesce a trovare e filtrare nel Web le più congrue e migliori offerte di lavoro (careers) proposte dalle imprese. Va ricordato, però, che non tutto quel che brilla è oro. I metodi di selezione sono assai severi. Per cominciare, non si entrerà direttamente in contatto con l’azienda, ma sarà il motore di ricerca a consentirlo dopo aver superato vari test. Ad esempio, la compilazione del modulo avviene, oltre che allegando il curriculum, rispondendo a dieci domande sulle caratteristiche professionali che contraddistinguono il candidato; in seguito, se il responso da parte di una o più ditte sarà positivo, bisognerà rispondere a ulteriori quiz, stavolta di quest’ultime, e si dovrà girare un video di presentazione da caricare sul sito. Il terzo passaggio consisterà in un colloquio face to face a mezzo videochiamata, situazione che determinerà l’ingaggio o il rigetto della domanda.

Dietro al progetto ci sono parecchi anni di studio e in effetti Face4Job potrebbe raffigurare un’innovazione di mercato perché unisce la capacità di searching delle macchine, dunque gli algoritmi, all’abilità degli individui di sapersi vendere. D’altronde,  recessione o meno, l’Italia sola offre il 9,6% delle possibilità lavorative a livello mondiale, con picchi nei settori commerciale, manifatturiero e dell’hi-tech.

Alberto Molino   

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