20150408_114233CATANIA – Trenta anni e passa di volontariato al servizio della vita e della famiglia, una profonda cultura cattolica e, dopo tante sfide nell’ambito delle politiche sociali, adesso un’altra con un importante riconoscimento istituzionale. Umberto Ienzi, catanese, è stato designato in rappresentanza dell’AnciSicilia presso il Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali, quale componente dell’Osservatorio regionale permanente sulle famiglie.

Un “laico”, in sostanza, perché Ienzi non è un amministratore locale, non ha incarichi politici né è impegnato nella politica, come ancora la si intende. Ma fa politica da sempre per salvare vite umane, è, infatti, presidente e il cofondatore del Centro aiuto per la vita di Catania, che assiste, psicologicamente, moralmente e in modo materiale donne in gravidanza che sono tentate dall’aborto, a volte per motivi sociali o spinte da difficoltà economiche. , e componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione vita nuova. Le prime congratulazioni gli sono arrivate da Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita, che di recente ha assunto la carica ricoperta per trent’anni da Carlo Casini, che adesso è presidente onorario. Il Movimento per la vita ha una struttura di 500 centri in tutta Italia, una cinquantina dei quali in Sicilia, che occupano oltre 450 volontari operativi, con varie qualifiche. La sede di Catania è in via Alfonzetti, 73 (095530615).

“Il neonato deposto in una nostra “culla per la vita” ci ha suscitato una gioia enorme. Abbiamo salvato una vita, ma quanti altri – ricorda Ienzi – vengono abbandonati per 20150408_114230strada o buttati nei cassonetti come spazzatura?”.
“Sono orgoglioso di questo incarico – aggiunge Umberto Ienzi -, non per ambizione personale, ma perché si riconosce la qualità della nostra attività ultradecennale nel campo della famiglia, alla quale diamo un valore etico imprescindibile, e perché potrà mettere a disposizione degli amministratori locali il mio patrimonio di esperienza”.

– Quali obiettivi si pone di raggiungere con il suo nuovo incarico?
“Riaccendere i riflettori dell’attenzione e divulgare i problemi etici e pratici della famiglia e della vita, in primo luogo, che per noi inizia con il concepimento e finisce con la morte naturale. Abbiamo una matrice culturale cattolica, ma il Movimento è apartitico, laico. Sia ben chiaro”.

– A proposito di famiglie: e le unioni civili?
“Non le condividiamo”, risponde senza esitazioni.

Daniele Lo Porto

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