Fashion Week, le nuove tendenze per la stagione autunno-inverno 2015

di Martina Strano

MILANO – Il primo giorno della Milano Fashion week si è aperto a Palazzo Clerici con la sfilata di Chicca Lualdi, nominata fashion designer per il Principato di Monaco in occasione di EExpo; una collezione che nei volumi degli abiti si ispira agli anni Sessanta e che echeggia Courrèges nel taglio preciso e definito; tutto viene però reinterpretato con tessuti moderni dalla trama compatta, colori decisi alternati a geometrie. Interessanti anche gli accostamenti di chiffon e renna, denim e volpe, sablé e twill, jacquard e organza. La collezione, assolutamente femminile e mai scontata, riecheggia anche gli anni Settanta con gli importanti volumi dei cappotti, le gonne, i pantaloni a vita alta e le camice in chiffon. La palette di colori si muove dalle tonalità del blu (blu navy, blu denim) al beaujolais, sage ecc, mentre i tessuti presentano motivi che richiamano pennellate di acquarelli.

Da Piazza Vetra, segue la sfilata di Simonetta Ravizza, nota soprattutto per la collezione di pellicce. Ancora una volta la pelliccia ahimè è il capo centrale della collezione, indiscussa protagonista di ogni outfit: dal lungo al corto, anche in formato gilet, è adatta ad ogni occasione. La stilista presenta anche una capsule collection da sci di otto pezzi, attraverso una sapiente unione tra tessuto tecnico e pelliccia, completa di sci e casco e frutto della collaborazione con Zero Ski e Momo Design. Ispirandosi allo stile della cantante statunitense Carly Simon con un mondo boho-chic, i capi si rivolgono a una donna ammaliante e mascolina che indossa capi eleganti ma essenziali.

Per Genny, una collezione di abiti che mixano elementi classici con tessuti moderno, con giochi di luce e stampe. Capi dalle linee fluide che valorizzano la femminilità della donna grazie alla cura dei dettagli e in grado di interpretare le necessità del ventunesimo secolo.

Stella Jean non rinuncia al mondo esotico e multiculturale che ha reso famoso il suo marchio: stavolta esplora l’Himalaya con la sua nuova collezione autunno-inverno che si muove su meravigliose silhouette femminile sovrapposte a linee maschili e prende poi in prestito le stampe dall’Africa nera per suggestionarle con il senso latino del Sud America. Lo yak, animale simbolo di quei luoghi, diventa una stampa pop su decori sgargianti e variopinti. Le ampie gonne a ruota e le pencil skirt vengono strizzate in vita da cinture annodate, incontrando gilet bordati di pelliccia, coat colorati, camicie a righe o quadretti e pullover dalle fantasie etniche. I pantaloni sono fluttuanti e oversize. Tra gli accessori spiccano bracciali in ferro battuto dipinti a mano da portare sul braccio, collane artigianali, piccole borse e bijoux che raffigurano gli elementi della tradizione Moghul.

Uno stile parigino e retrò per gli abiti di Luisa Beccaria. Non poteva quindi mancare il basco, accessorio che completa tutti gli outfit delle prime uscite in passerella. Gli abiti sono leggeri e impreziositi da morivi delicati dal gusto antico. I capispalla sono lunghi, ornati di pelliccia, ricami e spesso stretti in vita. La sera è assolutamente elegante e sensuale: gli abiti sono lunghi e preziosi, in particolare quelli con corpetto senza spalline e gonna ampia. Troviamo qualche trasparenza, ma mai eccessiva. Tra i colori predominano il blu e il grigio. Tra gli accessori, oltre al basco, troviamo i guanti lunghi, i collant e le scarpe Mary Jane.

Per Gucci, Alessandro Michele abbandona il total look, a favore di una bellezza imperfetta, incompleta, caotica, ambigua e sbadata. Sono capi che sembrano esser stati recuperati in fondo a un cassetto, ma con la perfezione e la cura dei dettagli, dei tagli, delle forme, che la maison Gucci è in grado di garantire. Gonne midi di pelle a pieghe stropicciate e bluse di pizzo per una donna romantica che ama una bellezza «con i tempi sbagliati». Ogni capo e ogni accessorio conserva qualcosa del passato, ma al tempo stesso lo nega, lo stravolge.

Stile collegiale per Fay by Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi. Anche qui una rivoluzione: abbandonato il mondo dello sport, l’attenzione è tutta per i cappotti, le divise, i velluti e il tartan. Le scolarette, con pochissimo trucco sul volto e con i capelli raccolti in maniera naturale oppure lasciati sciolti, sfilano in passerella con giacche, cappotti, gonne, sciarpe tempestate dal tartan. I maglioni sono quasi tutti a collo alto in cachemere, i parka sono estremamente femminili e le giacche presentano dei dettagli in pelliccia. Sui cappotti, troviamo anche un raffinato animalier. Il velluto riveste i pantaloni dallo spacco sul fondo e i blazer.Tra i colori spiccano il blu, il grigio, il rosa cipria e il verde. Tra gli accessori: sciarpe, borse ampie con frange, baschi e scarpe stringate maschili o stivali cuissard in pelle o suede.

Rinascimentale è la parola che meglio si addice alla collezione di Alberta Ferretti, densa di dettagli e richiami storici, per una donna eterea e sensuale. Le linee non sono mai forzate e le stampe che decorano i maxi abiti sono prese da arazzi antichi. Al posto delle collane troviamo collarette di pizzo. Coat in jacquard di seta e montoni rasati completamente reversibili, tailleur in velluto, gilet tricot, maxi cardigan, definiscono la collezione. Per la sera troviamo invece candidi minidress e sontuosi longdress in tulle nero con inserti di pizzo.

Alessandro Dell’Acqua con N.21 realizza un ritorno della creatività, della spettacolarizzazione degli abiti. Per la prossima stagione invernale, Dell’Acqua propone un romanticismo «alla Aida Valli di Senso di Luchino Visconti»; ecco quindi volumi ampi, e abiti scenografici rivisitati e resi più attuali. Ritornano rouches, balze e plissettature. Bellissimi gli ampi cappotti a spina di pesce su pantaloni dall’effetto carta stagnola.

Il designer siciliano Fausto Puglisi nella sua collezione cita i mostri sacri della moda come Diana Vreeland e Loulou de la Falaise. Ancora una volta si parte dalla Sicilia: ecco che troviamo i coralli, le processioni dei santi, il sole dorato. Tutto diventa decoro sulle scollature, sui ricami, sulle cinture. «Abbiamo tutti bisogno di un po’ di cattivo gusto», questo era il manta della direttrice storica di Vogue e icona di stile Diana Vreeland. Ed è proprio quest’affermazione a ispirare Fausto Puglisi per la nuova collezione autunno-inverno. Il primo look è forte e deciso: un chiodo di pelle nera decorato con croci e soli barocchi indossato con una micro gonna di coralli Sciacca.

Bohemienne e contemporanea è la donna di Francesco Scognamiglio. Simbolo della collezione, la rosa illuminata da cristalli, mentre i colori dominanti sono il rosa e il nero che segnano il carattere romantico e al tempo stesso contemporaneo della collezione.

Il designer tedesco Philipp Plein, per la sua collezione non bada a spese e tra montagne russe, la rapper Azealia Banks, manda in scena una moda rockettara e sfacciata. Quella dell’ottovolante è stata una trovata scenica davvero spettacolare che ha reso unica, divertente e grandiosa la presentazione della collezione indossata dalle migliori top model del momento. Tute di pelle e casacche da baseball ricoperte di cristalli, pellicce di volpe, inserti in pitone e coccordillo, smoking, cappe, bustier fetish. Ai piedi non troviamo tacchi stiletto, ma boots raso terra in pelle nera con cinghie.

Martina Strano

Scrivi