PALERMO – “Quella centrale elettrica non s’ha da fare”. I gruppi M5S all’Ars e alla Camera insorgono contro il mega impianto che dovrebbe sorgere in contrada Fossafelle a Favignana. Per cercare di stoppare l’“ecomostro” i Cinquestelle si sono affidati a due distinte interrogazioni, indirizzate da un lato al presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e agli assessori all’Ambiente ed all’Energia, e dall’altro ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico.

A loro Giampiero Trizzino e Giulia Di Vita, i parlamentari firmatari delle due interrogazioni, chiedono di trovare soluzioni alternative, soprattutto allo scopo di preservare la bellezza del luogo: “La realizzazione della centrale, – affermano i due parlamentari – con la costruzione di capannoni industriali di cemento armato, silos, serbatoi, strade e generatori, provocherebbe inoltre, un notevole impatto ambientale in una zona che ricade in un’area di grande interesse paesaggistico, tutelata dall’area marina delle Egadi, e nella quale la Soprintendenza non ha mai consentito l’edificazione di alcuna opera in muratura, in forza del piano paesaggistico del 2013. L’impianto, che si avvarrebbe anche di tre grandi fumaioli visibili a grande distanza, inciderebbe negativamente anche sul turismo, grande fonte di sostentamento per gli isolani, basti pensare che nel solo mese di agosto si contano anche 5000 presenze giornaliere”.

Restando in tema di soluzioni alternative, secondo i due esponenti pentastellati, una potrebbe essere rappresentata da un cavo sottomarino: “Una di queste – dicono – potrebbe essere la realizzazione di un collegamento tra Favignana e la Sicilia, mediante il passaggio di uno o più cavi sottomarini di media tensione. Si tratterebbe di un’operazione semplice ed economica, che darebbe a Favignana continuità territoriale sotto il profilo energetico, risparmiandole l’inquinamento acustico che deriverebbe dall’alimentazione della centrale tramite potenti motori diesel”.

Teresa Fabiola Calabria

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