CATANIA – In Sicilia più che sperare di partire e arrivare nel tempo previsto bisognerebbe sperare sempre di arrivarci sani viste le pessime condizioni in cui versa da sempre la ferrovia, altro che Puglia! Come oggi sappiamo, grazie purtroppo all’incidente in Puglia da binario unico e da tecnologia ferma al telefono,  in Sicilia su 1379 kilometri di linea ferroviaria solo 180 sono a doppio binario il restante da un binario si dividono  in 621 kilometri  elettrificato e ben 578 non elettrificato. Lunghi tratti interrotti da anni senza che nessuno abbia pensato seriamente  di sistemarli anzi da tempo si pensa di tagliare interi tratti da pendolari  alla faccia di quello che potrebbe e dovrebbe essere un vero  servizio pubblico eco-sostenibile, alla faccia del caos da traffico e del conseguente mortale inquinamento.  Per non parlare della vulnerabilità di tali binari vecchi dei primi anni  del secolo scorso come ha dimostrato tra l’altro  nei mesi scorsi la tratta Catania- Palermo, non una tratta qualunque di periferia  (anche se la sicurezza dovrebbe essere tutta allo tesso livello) impensabile al sud se non in qualche eccezione che ovviamente non si trova in Sicilia. Siamo dietro alle Regioni del centro e del nord dove da tempo esiste da tempo anche l’alta velocità, mentre in Sicilia la maggioranza di locomotive e vagoni sono obsoleti , che in parte ha sostituito per i tempi di percorrenza e per i servizi  anche il costoso aereo,  per quanto attiene i trasporti su rotaia  mezzo secolo quando invece dovrebbe essere il mezzo più utilizzato dai cittadini per trasporti fra città e fra regioni, il più eco-sostenibile e il meno costoso ed invece è quello su cui lo Stato, la Regione e le FS  da decenni investono meno tranne in certe  privilegiate regioni ed i nostri inutili politici stanno a guardare. Siamo e continueremo ad essere vista la mancanza di fondi appropriati la regione italiana più vicina all’Africa e più distante dall’Europa, in senso strutturale e di mera distanza che fa lievitare i costi di trasporto per ogni siciliano,  con tutti i rischi per l’incolumità di chi utilizza nella nostra regione tali poco  sicuri mezzi di trasporto che corrono su binari unici e spesso  instabili. Tutto ciò  sarà per decenni ancora in mano alla solita fatalità siciliana?

Alfio Lisi, portavoce di Free green Sicilia

 

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